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Il Belpaese dei rifiuti.

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Quante volte sentiamo alla televisione o leggiamo nei quotidiani frasi come: “L’Italia sommersa dai rifiuti!”, “Napoli invasa dalla spazzatura!”, “Il Governo attua la manovra contro i rifiuti nelle strade!”?
Ebbene, ormai la notizia non fa più scalpore, non fa più clamore e sinceramente abbiamo tutti poca voglia di sentir parlare dei rifiuti, della spazzatura, di quello che ognuno di noi getta quotidianamente perché non più utilizzabile!

Il rifiuto, questa materia scomoda ed ingombrante, è da sempre al centro dei problemi di maggior rilievo, perché facile da produrre, ma difficile da eliminare, se non addirittura scomodo. Basti pensare alle immagini che tutti abbiamo fisse negli occhi, dei cumuli accatastati per le strade della Campania o della Sicilia: sono solamente problemi legati al costo dello smaltimento? Sono forse dovuti ad inconvenienti legati alla criminalità? Sono forse dei fatti legati all’incuria della gente che abita nel circondario di quei contesti? Forse.

La verità potrebbe comprendere tutti i casi citati, ma anche tante altre ipotesi, perché il problema legato ai rifiuti riguarda tutti, nessuno escluso e non cambia molto da nord a sud: il nostro Paese è pieno di rifiuti e noi sicuramente staremo facendo qualcosa, chi più, chi meno: sicuramente non abbastanza.
Eppure, la legge parla chiaro e lo si legge al comma a) dell’art. 183 del D.Lgs. 3 Aprile 2006, n. 152: il rifiuto è “qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l’obbligo di disfarsi”. Ma siamo proprio sicuri che tutti i rifiuti prodotti da ogni singolo siano proprio necessari? Prima di concretizzare un rifiuto, siamo certi di aver fatto il possibile per non generarlo? Esiste una bella gerarchia che forse pochi conoscono, ma che vale la pena di considerare e citare: è la “catena di priorità nella gestione dei rifiuti”.
Prima di tutto, Prevenzione: prima di utilizzare una qualsiasi materia, pensiamo se sia possibile limitare la creazione di rifiuti. Non tutto è da buttare, magari, riflettendoci bene, risparmieremmo anche qualche soldino, no?
In secondo luogo, ipotizziamo il riutilizzo di eventuali materiali di scarto: magari non lo abbiamo mai considerato, ma spesso è possibile!
Non si possono riutilizzare? Allora ricicliamo! Magari anche il 100%: non limitiamoci ai materiali differenziati più frequentemente (carta, plastica, vetro, metallo…), poi la fantasia  potrebbe suggerirci qualche buona idea! Tante trasmissioni in TV ne danno ampia testimonianza.

Ed a proposito di riciclo, sapete che molto materiale risultante dalla raccolta differenziata, correttamente attuata, diventa energia alternativa? Recuperare energia dal rifiuto è dare un senso anche a queste presunte inutili sostanze, in più facciamo doppiamente del bene al nostro amato Pianeta!

Quello che rimane, dopo questa trafila gerarchica, diventa finalmente rifiuto: i miracoli non li sappiamo ancora fare, ma se rispetteremo tutti queste semplici regole sulla prevenzione del rifiuto, sul riutilizzo e sul riciclo, ci assicureremo un futuro un po’ più pulito, anche per le strade.





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