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L’inglese: un passepartout per il mondo!

Molte sono state le lingue che hanno permesso il relazionarsi tra gli uomini durante i secoli. Nel

foto di Daria Evangelista

l’antichità la koinè, ossia la lingua comune predominante nella società, era il greco, usato nelle arti, nella filosofia e nelle orazioni. Molti dei più dotti personaggi come Ennio,stimato da Cicerone e apostrofato da lui stesso“Pater Ennius”, erano estremamente orgogliosi di saper parlare la lingua “passpartout” dell’intero bacino mediterraneo. Verso il primo secolo a.C, in cui collochiamo il nostro caro Ennio sopra citato, l’atmosfera era quindi questa: molti schiavi greci, spesso molto istruiti, venivano importati dai Romani, i quali li tenevano presso la loro casa come “Grammatici”, maestri personali che avrebbero istruito i figli, insegnando loro diverse discipline e la lingua greca.

Questa atmosfera ci rimanda alla modernità: pensiamo ad un madrelingua che insegna la lingua franca, lingua che viene usata come strumento di comunicazione internazionale, ai suoi alunni. E’ il fenomeno che si attua nelle scuole di tutto il mondo, dove la lingua inglese è diventata una materia di studio obbligatoria, richiesta quasi sempre in seguito da tutti i datori di lavoro.

In virtù del progresso economico e politico dei paesi di lingua inglese negli ultimi 200 anni si può constatare che, ormai, l’inglese è già diventato una lingua mondiale e rimarrà tale, consolidando gradualmente la sua posizione. Secondo stime eccellenti, le persone di madrelingua inglese hanno raggiunto il numero di 300 milioni e altrettante usano l’inglese come seconda lingua e un ulteriore numero di 100 milioni lo usa fluentemente come lingua straniera. Dagli anni 50 si è verificata una crescita del 45%. Statistiche più radicali, che includono persone con un basso livello di scioltezza e conoscenza, hanno stimato che in totale le persone che parlano inglese al giorno d’oggi son ben superiori a un miliardo. I risultati poi variano in gran parte per una mancanza di dati precisi sull’uso della lingua inglese in settori come il sub continente indiano, dove il suo impatto storico esercita una continua influenza su più dei suoi 900 milioni di abitanti, e in settori come la Cina, dove c’è stato un impeto di entusiasmo per lo studio della lingua inglese negli anni recenti, con più di 100 milioni di persone che hanno guardato la serie televisiva Inglese trasmessa dalla BBC “Follow me”.

Anche se solo il 10% di questi “studenti” diventa abile nel parlare, l’effetto totale è impressionante: il numero di persone straniere che stanno imparando l’inglese è immediatamente duplicato.

Sondaggi di vasta portata effettuati dall’UNESCO e da altre organizzazioni mondiali rinforzano le impressioni che ci hanno dato le statistiche generali. L’inglese è usato come una lingua ufficiale o semi ufficiale in più di 60 paesi, ha un posto promettente in altri 20 paesi ed è dominante o ben affermato in tutti i sei continenti.

E’ il linguaggio principale di libri, giornali, aeroporti, economia internazionale, conferenze accademiche, scienza(Più dei due terzi degli scienziati mondiali scrive in inglese), tecnologia, sport, concorsi internazionali,ma anche della pubblicità e di molti hobby e svaghi come l’ascoltare musica pop.

Tre quarti delle mail mondiali sono scritte in inglese e i programmi delle radio in inglese sono ricevuti da 50 milioni di persone in 120 paesi. Più di 50 milioni di ragazzi studiano l’inglese come lingua addizionale nella scuola primaria,e più di 80 milioni lo studia nella scuola secondaria (statistiche in cui è stata esclusa la Cina). Per finire, ogni anno il British Council aiuta un 250000 studenti stranieri a studiare l’inglese, in varie parti del mondo. E’ quindi palese che, come era importante apprendere il greco per relazionarsi nel migliore dei modi nell’antichità, l’uso dell’inglese è diventato inevitabile e sempre più esteso al giorno d’oggi. Imparare la lingua che permette di muoversi con sicurezza in tutto il mondo è di grandissima utilità e può farci sentire molto orgogliosi di noi stessi come i più dotti romani tanto tempo fa,che potevano comunicare con buona parte del mondo conosciuto fino ad allora sapendo parlare sia il greco che il latino.

 

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