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La lunga storia di un Maggiolino

Un mito per giovani delle generazioni passate, ma un mito anche per i giovani di oggi. Un nome che riesce ancora a stupire senza sentire il peso dei suoi 70 e più anni. Un’auto, nulla di più. Ma un’auto che ha lasciato il segno in tutto il secolo scorso, e si prepara a tornare.

Era il 1934 quando Hitler decise di creare un’auto accessibile a tutti, un’auto per il popolo. Dall’iniziativa del Fuhrer nascerà, pochi anni dopo, la prima Volkswagen: il Maggiolino. Inizialmente la produzione di quest’auto aveva prevalentemente scopi bellici, e gran parte della produzione sarà impegnato durante la Seconda Guerra Mondiale.

Solo successivamente la piccola della casa di Wolfsburg otterrà la sua consacrazione come vera e propria auto per tutti. Numerosi furono i restyling negli anni successivi, ma non ci si discostò mai eccessivamente dalle linee arrotondate e dai numerosi elementi che contraddistinguevano il primo modello del Maggiolino.

Negli ultimi anni del secolo il primo modello di Volkswagen sarà distribuito in molti paesi esteri, ottenendo un grande successo e ponendosi come un mito per le generazioni di giovani di quei tempi.

Poco prima del 2000 viene creata la “New Beetle”, un’auto che riprende le linee del mezzo voluto da Hitler, ma lo rinnova profondamente, senza tuttavia ottenere un grande successo.

Ora Volkswagen ha deciso di tornare alla carica con il suo progetto: un nuovo Maggiolino. Ma le differenze dall’antenato sono molte. Innanzitutto il prezzo non è sicuramente alla portata di tutti, anche a causa delle motorizzazioni con cui viene proposto il modello. La linea è sicuramente più dinamica e riuscita della “New Beetle”, e ricorda molto più i tratti originali, seppur profondamente rinnovati.

Sarebbe assurdo riproporre nel 2011 un’auto del 1938, ma Volkswagen è riuscita a raccogliere molti degli elementi della vecchia coccinella, e ad infonderli in questa nuova auto, che accanto alle tecnologie ed ai comfort degli ultimi anni, porta con sé il nome di un mito. Sarà in grado di passare alla storia come il modello che l’ha ispirata?

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