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“Ragazzi, tocca a voi!”

Non è il primo né sarà l’ultimo a ripeterlo, Michele Gagliardo, tra i responsabili del gruppo Abele, che è tempo che i giovani inizino a costruire la loro storia.

In un incontro con le scuole di Villafranca di Verona Michele si è concentrato su quelli che sono gli elementi che necessitano di essere considerati per creare il nostro futuro. L’accesso ai diritti, oggi solo parziale per i giovani, la necessità di un sistema di relazioni, la conoscenza ed i processi partecipativi sono i punti su cui si è soffermato Gagliardo nel tentativo di chiarire quale sia il significato di cittadinanza, che implica un impegno nella politica e nell’educazione, in una pedagogia che sta alla base dei rapporti. Rapporti che sono purtroppo subordinati all’economia, quando invece dovrebbe essere l’economia stessa ad essere subordinata alle relazioni.

Durante il suo discorso e la sua intervista l’ospite ha raccontato delle sue varie esperienze, molte tra le quali nei paesi più a sud, per dare un’idea di quelle che sono le reali condizioni in cui versano molti giovani. Le cifre riportate, 30% di disoccupazione giovanile e 3.100.000 di giovani in stato di povertà materiale, non lasciano certo spazio a fantasiose teorie sulla condizione giovanile nel belpaese.

Nel tentativo di avvicinarsi e di coinvolgere il suo pubblico, i giovani appunto, Gagliardo ha esortato a combattere l’individualismo odierno, di trovare il modo di creare gruppi di giovani in grado di cambiare veramente le cose. I mezzi non mancano, i giovani hanno infiniti modi di comunicare tra loro, mancano forse la buona volontà e lo spirito d’iniziativa. Ma è proprio l’assenza di questi che non ci permetterà di creare un futuro per coloro che lo vivranno. Lo squilibrio giovani-adulti non è una nota positiva per il nostro paese, è inevitabile che a causa della loro minoranza le nuove generazioni sentano il peso di una politica per vecchi.

Quella di Gagliardo è quindi l’esortazione ad agire, che si unisce a quella di molti altri che hanno a cuore i futuri cittadini, nel tentativo di modificare una situazione ormai critica, che non lascia spazio a nuove idee e nuove proposte.

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