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Chi è Mario Monti?

Negli ultimi giorni è il protagonista della politica italiana, ma non è un politico, è un’economista di fama  internazionale. Per il momento ha scatenato  polemiche nel mondo politico italiano. La stampa, non solo italiana, non ha dubbi: sarà Monti a portare avanti un governo di transizione fino a prossime elezioni. Anche sulla durata di tale governo però c’è da discutere: c’è chi, come Casini, vorrebbe che il governo tecnico finisca la legislatura, c’è chi, come Di Pietro, è disposto ad appoggiare esternamente il governo Monti a patto di andare ad elezioni il prima possibile. Ma chi è Mario Monti, il protagonista della politica italiana del nostro futuro sempre più vicino?

Monti non è un personaggio popolare, è un economista proveniente dagli uffici grigi della finanza, la stessa finanza che ha contribuito a questa crisi economica. Bando alle polemiche, vediamo di capire chi è questo Monti. Chi dice di voler aspettare a gridare vittoria, non ha tutti i torti, prima di dare fiducia ad un governo dobbiamo capire quali sono i punti principali del programma. Lacrime e sangue, dicono alcuni. In fondo Monti non deve rispondere a nessun elettore, a nessun cittadino, è un tecnico e deve fare il suo lavoro con estremo rigore.

Nato a Varese il 19 marzo del 1943, Mario Monti, è considerato uno dei più autorevoli economisti italiani, e per dieci anni è stato commissario europeo. Monti si laurea alla Bocconi nel 1965, dopo un periodo passato negli Stati Uniti dove si specializza a Yale accanto al futuro premio Nobel James Tobin, torna in Italia e nel 1970 insegna  all’Università di Torino. Quindici anni dopo diventa professore di Economia politica alla Bocconi, dove assume l’incarico di rettore dell’Istituto di Economia Politica.  Il Wall Street Journal lo definisce “lo zar antitrust” della commissione europea. Nel 1994 viene consigliato da Silvio Berlusconi come Commissario europeo al mercato unico e ai servizi finanziari. Nel 1999 viene nominato Commissario alla concorrenza. Diventa l’icona del rigore e della stabilità economica, promuove la libera concorrenza e difende i mercati dall’oligarchia dei monopoli. Per questo motivo, inflisse una multa di 500 milioni di euro per abuso di posizione dominante attraverso i sistemi operativi alla Microsoft di Bill Gates. Nel 2004, Berlusconi, tornato nel frattempo a Palazzo Chigi, decide di non rinnovargli l’incarico, preferendogli Rocco Buttiglione, poi stoppato dal Parlamento europeo per le sue affermazioni anti-gay.L’Europa lo vede come l’uomo che può tirare l’Italia fuori dal caos perché sa che Monti non concepisce un’Italia fuori dall’Europa. E, secondo MF-Milano Finanza, sarebbe stata proprio la cancelliera Angela Merkel, in alcuni colloqui riservati degli ultimi giorni, a sperare che l’Italia scegliesse Monti. La Merkel, sempre secondo quanto riferito da MF-Milano Finanza, avrebbe fatto il punto della situazione sull’Italia durante questi summit e, forte anche dell’appoggio di Nicolas Sarkozy, si sarebbe lasciata andare a una previsione che è suonata tanto di indicazione.

Il salvatore dell’Italia però appartiene al mondo dell’alta finanza statunitense. Questo, secondo alcuni, dovrebbe far comprendere alcune cose.  Mario Monti è International Advisor di Goldman Sachs, che, per chi non lo sapesse, è una delle più grandi banche d’affari del mondo, ovvero un istituto bancario che, a differenza delle banche commerciali, non permette depositi ma offre servizi e specula con elevato rischio. Ha speculato abbondantemente sulla crisi dei mutui e ha investito nel debito della Grecia, aiutando il governo greco a mascherare le reali condizioni del proprio debito pubblico e ha speculato abbondantemente sul debito greco. La Goldman Sachs, nel 2010, è stata anche incriminata dalla SEC (il  Securities and Exchange Commission, ente statunitense per la vigilanza della borsa) per frode e truffa ai danni dei propri clienti. Goldaman Sachs stima che lo spread andrebbe a 350 in caso di governo tecnico.

Il 23 Settembre 2011, Monti dice a Genova: ” Bisogna rendere un pò infelice ogni italiano, limitando i privilegi.” Sul limitare i privilegi siamo tutti d’accordo, ecco, farsi nominare Senatore a vita non è una mossa così felice sotto questo frangente.

 

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