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Chiude Termini Imerese: gli operai presidiano la fabbrica

L’ultimo giorno di lavoro per la fabbrica Fiat di Termini Imerese è stato giovedì scorso. Gli operai se la prendono con Marchionne, che accusa la fabbrica di non essere produttiva, e presidiano la fabbrica. Lo scopo è quello di impedire l’uscita delle 700 Ypsilon che sono state prodotte finchè non avranno certezza sul loro futuro. Sono 2.200 gli operai che da giovedì sono senza lavoro, fino al 31 Dicembre saranno coperti dalla cassa integrazione, finchè non si arriverà ad un accordo sul loro futuro. I lavoratori dell’azienda madre e dell’indotto rimarranno davanti allo stabilimento fino a mercoledì 30, giorno dell’incontro tra il Ministro dello Sviluppo, Fiat e Dr Motor,  in cui Fiat deciderà se dare il via libera a quegli incentivi al prepensionamento che permetterebbero la salvaguardia dell’intera forza lavoro, anche di chi non risulta attualmente compreso nei piani di assunzione di Dr Motor, società in lizza per il dopo Fiat che reintegrerebbe 1.312 lavoratori sugli oltre 2 mila in organico.

Gli operai hanno deciso di far scattare il presidio “come atto d’orgoglio ma anche di resistenza all’ennesima chiusura di Fiat nei confronti dei propri dipendenti, manifestata con l’indisponibilità a concedere gli incentivi per accompagnare chi ha i requisiti alla pensione, nonostante la scelta di abbandonare per sempre la Sicilia, chiudendo la fabbrica”. Il ministero del Welfare, Elsa Fornero, ha detto che il Governo sta seguendo con “molta attenzione il caso Fiat” e si è dichiarato “disponibile, nel pieno rispetto dell’autonomia della parti, a offrire il contributo costruttivo del Governo alla soluzione della vicenda”. Fornero ha sottolineato che in questa vicenda “la parte più debole è costituita dai lavoratori” e ha sollecitato le grandi imprese come la Fiat a “non abbandonare il paese”.

Dopo 41 anni la Fiat lascia la Sicilia, mentre le altre aziende Fiat lavoreranno con il nuovo contratto aziendale. Ognuno faccia il mea culpa, l’azienda, alcuni sindacati e anche lo Stato. L’Italia non è più capace di tenere sul proprio territorio le grandi aziende. Intanto, i lavoratori siciliani, quelli che non saranno reintegrati alla Dr Motor e che, non andranno in pre-pensionamento, saranno lasciati da soli in un contesto in cui la criminalità si sostituisce allo Stato. Il lavoro nero, questo è il loro futuro, in una zona in cui le imprese non sono incentivate ad investire e lo Stato non c’è.

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