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Condannati per stupro, i parenti si scagliano contro i giudici

Una sentenza che farà discutere, non tanto per la sua validità, ma quanto per le sue conseguenze, quella emanata ieri sera, martedì 22 novembre, in un’aula del tribunale di Velletri.

 

Il caso sotto esame era quello di tre ragazzi, di cui due di origine argentina, che nel giorno di Pasquetta del 2010 avevano stuprato una ragazza che all’epoca aveva 16 anni. Il giudice del tribunale di Velletri li ha condannati a 8 anni e 6 mesi di reclusione e stava per sciogliere l’assemblea, quando in aula è scoppiato il putiferio: dopo una prima lite tra i parenti dei tre colpevoli, i parenti e gli amici di costoro hanno unito le forze e si sono scagliati violentemente contro i tre giudici e poi, una volta constatato che costoro si erano rifugiati nella camera di consiglio, hanno iniziato a devastare l’aula, rompendo mobili, vetrine e danneggiando perfino un automobile dei carabinieri.

È stato proprio grazie all’intervento delle forze dell’ordine che è stata scongiurata l’aggressione ai magistrati. Quindi sono stati chiamati i rinforzi dai comuni limitrofi e la violenza è stata definitivamente placata. In totale, sei agenti sono rimasti feriti, mentre in manette sono finite 20 persone, dodici uomini e otto donne di età variabile dai 19 ai 60 anni. Sono tutti accusati di minaccia a corpo giudiziario, resistenza e violenza a pubblico ufficiale e danneggiamento aggravato.

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