Dussin, deputato leghista, si dimette per intascare subito vitalizio Reviewed by Momizat on . Di seguito riporto un'intervista pubblicata da "La Stampa" il 19 dicembre 2011. Mi ha colpito molto e sinceramente non è che una ennesima conferma di cosa signi Di seguito riporto un'intervista pubblicata da "La Stampa" il 19 dicembre 2011. Mi ha colpito molto e sinceramente non è che una ennesima conferma di cosa signi Rating:
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Dussin, deputato leghista, si dimette per intascare subito vitalizio

Di seguito riporto un’intervista pubblicata da “La Stampa” il 19 dicembre 2011. Mi ha colpito molto e sinceramente non è che una ennesima conferma di cosa significhi far politica oggi in Italia. Non è un lavoro, ma solo un privilegio. In questo caso si parla di un deputato leghista, ma come lui anche tutti gli altri politici di QUASI TUTTI i partiti continuano a mangiare e a fregarsene dell’Italia. Non è un problema di destra o di sinistra, è un problema di serietà e cultura.

La rudezza padana lo spinge sulla difensiva e a liquidare il discorso con un polemico “vogliono tutti strumentalizzare il mio caso”. Ma la cortesia ha la meglio, e lo induce, nonostante tutto, ad
accettare il contradditorio. Luciano Dussin, sindaco leghista di Castelfranco Veneto (provincia di Treviso), ha 52 anni e una propensione per le dimissioni lampo che lo salvano dalla norma taglia vitalizio in vigore dal 1 gennaio prossimo.
Abbandonando ora la camera dei deputati, lei mantiene il diritto alla pensione: è per questo che si è dimesso?
Eh no eh, tutti a darmi addosso con questa storia del vitalizio. Ma che cosa volete da me? Se mi fossi dimesso da sindaco sarei stato accusato di non volermi interessare all’interesse della mia città e dei miei cittadini. Mi sono dimesso da deputato, incarico comunque più redditizio, e lo stesso creo disappunto. Il problema non sono io, ma chi è a caccia di sterili strumentalizzazioni.
Saranno sterili, ma certo la sua tempestività è una singolare coincidenza. Da tutta l’impressione che lei abbia accelerato i tempi per non perdere il vitalizio. Non è
cosi?
E non che non lo è. Solo che non vedo proprio perchè io avrei dovuto perdere un diritto e altri no.
Altri chi?
Napolitano, tanto per cominciare. Perchè non andate a fare i conti in tasca a lui, invece che a
me. A lui, piuttosto che a uno come Veltroni o come Amato? Tutti a preoccuparsi
che io abbia cercato di difendere un mio interesse.
Scusi, ma non era lei quello che andava in tv per gridare allo scandalo delle baby pensioni?
Si, è allora?
Si è dimesso in tempo per poter usufruire della pensione, altrimenti avrebbe dovuto aspettare altri sette anni…
Ancora! Dunque lei insiste.
E non è sempre lei a militare in un partito che fa della lotta ai privilegi della Casta uno dei suoi fiori all’occhiello?
Infatti: nonostante il doppio incarico io ho sempre rinunciato allo stipendio da sindaco, incassando solo quello da deputato. In altri Paesi, come la Francia, non funziona così e nessuno si scandalizza. Praticamento io da un anno e mezzo faccio il sindaco gratis. Dovevo rinunciare anche al
vitalizio?
Quindi ha lasciato apposta prima del 1 gennaio 2012?
No, mi sono dimesso perchè così mi andava di fare. E non mi pare giusto che si entri a gamba tesa su questa scelta.E con questo la saluto. Buona domenica.


Intervista apparsa su La Stampa, 19 dicembre 2011
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