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“Governo tecnico”… all’italiana.

Da quando Silvio Berlusconi ha presentato le dimissioni al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano si è molto parlato di “governo tecnico”. Ma cos’è? Da dove viene questa espressione e, soprattutto, ha avuto dei precedenti?

Il governo tecnico è un esecutivo formato solamente da “tecnici”, esperti nei vari ambiti ministeriali, senza la presenza di parlamentari e politici. Da notare che è un’ invenzione italiana, un gergo della politica del Belpaese.

 

Lamberto Dini

PRECEDENTI. Ci fu solamente un vero e proprio precedente al governo Monti: il governo Dini, nella XII legislatura. Fu in carica dal gennaio 1995 al maggio 1996 ed era il primo interamente composto da funzionari ed esperti non eletti in Parlamento. 26 ministeri (con il governo Monti sono17), di cui 19 con portafoglio (12 oggi) e 7 (5) senza. Una donna ministro, Susanna Agnelli agli Esteri (oggi sono tre le donne a capo di un dicastero). Oggi Lamberto Dini è un deputato Pdl.
Anche allora il premier uscente era Silvio Berlusconi, dimissionario dopo che la Lega Nord abbandonò la maggioranza. Interessante fu in merito al governo tecnico di Dini la posizione della Lega Nord. La segreteria politica della Lega Nord il 13 gennaio 1995 dopo che il Presidente della Repubblica Scalfaro diede l’incarico a Dini si espresse favorevolmente di fronte alla “lungimiranza” del Presidente di formare un governo tecnico, “non paralizzato da quegli schieramenti politici che in Parlamento hanno finora impedito le riforme”. Per il governo Monti la Lega Nord ha parlato di golpe antidemocratico, contrario al parere elettorale dei cittadini.

AMATO e CIAMPI. I governi Amato e Ciampi di inizio anni ’90 non furono invece governi tecnici. Il governo Amato, 25

Giuliano Amato

ministri, rimase in carica dal giugno 1992 all’aprile 1993. L’Italia era nella fase dello scandalo “Tangentopoli”. Non è da considerarsi un “governo tecnico” perché vi presero parte anche dei parlamentari: Giuliano Amato e 7 ministri erano socialisti, 12 erano della Dc, 2 ministri erano del Partito liberale e 2 del Partito socialista democratico, oltre a 2 indipendenti.

Carlo Azeglio Ciampi

Il governo Ciampi invece rimase in carica dall’aprile 1993 al maggio 1994. Fu il primo governo della Repubblica guidato da un non parlamentare e il primo in cui hanno partecipato (anche se per pochi giorni) dei comunisti, o meglio post-comunisti, dopo il 1947. Carlo Azeglio Ciampi era il governatore della Banca d’Italia prima di accettare l’incarico. Anche il suo governo era composto in parte da esponenti politici e aveva 25 ministri. I ministri della Dc erano 8, 5 del Psi, 3 del Partito democratico della sinistra, uno rispettivamente per i liberali, per i Verdi e per il Psdi, mentre il Partito repubblicano aveva un sottosegretario. Il giorno dopo il giuramento del governo Pds e Verdi ritirarono i propri ministri, che furono sostituiti da personalità indipendenti.

I governi Dini e Ciampi arrivarono a elezioni anticipate, solo Amato portò il governo alle normali elezioni di fine legislatura.

 

Questo è quanto riguarda la storia repubblicana. Durante il Regno d’Italia furono più di uno dei governi affidati a “tecnici”, spesso militari. Curiosamente lo fu anche il governo Mussolini: il re Vittorio Emanuele III lo incaricò non come politico, ma proprio come «tecnico del consenso e della rivoluzione» e si circondò di ministri non appartenenti a schieramenti politici.

 

Su tale argomento, consiglio l’ottimo editoriale di Eugenio Scalfari su La Repubblica di domenica 20 novembre. http://www.repubblica.it/politica/2011/11/20/news/il_governo_tecnico_e_la_destra_storica-25296577/

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