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Il conto della serva

Testo paradossale ed adeguato a quello che è volgarmente definito il “conto della serva”.
Si parla molto di “signoraggio”, Wikipedia ne da una descrizione esaustiva. Noi proviamo a tradurlo in parole povere. Ogni banconota ed ogni moneta metallica è un debito che lo stato si assume. Un tempo il signore emetteva delle monete in oro, metallo prezioso che ne garantiva il valore. Egli usava aggiungere all’oro, per renderlo più resistente una parte di altro metallo, generalmente  il 10%. Questo era il suo utile. Ovvero in questo consisteva il signoraggio. Oggi le banche centrali degli stati emettono carta moneta o monete di metallo di poco valore, per cui il signoraggio consisterebbe nel 99% circa. Con l’emissione di carta moneta o moneta metallica gli stati praticamente creano dei debiti che dovrebbero essere garantiti  dai beni che possiede e che rimborsa utilizzando gli introiti delle tasse oppure vendendo dei beni che possiede. Naturalmente un cittadino quando fornisce beni o prestazioni allo stato in cambio di carta moneta o monete metalliche dovrebbe fidarsi di chi governa. Fino all’ingresso nel sistema dell’euro, l’Italia gestiva il proprio debito verso il cittadino cercando di sminuire il valore del debito da restituire usando il sistema di inflazione, che si realizzava in due modi. Innanzitutto la stampa di altra carta moneta, ovvero se ci sono cento beni ed altrettante monete e tu ne produci altre cento, di conseguenza un bene vale il doppio, cioè il potere di acquisto della carta moneta cala della metà e di conseguenza anche il debito dello stato. Un altro fattore d’inflazione è lo sconto, da parte delle banche di titoli di credito (cambiali) emessi dal cittadino. Cioè se lo stato produce cento carte monete per cento beni e se i cittadini firmano altrettanti cambiali per acquistare beni, anche in questo caso l’inflazione aumenta e tanto più aumenta l’inflazione quanto più veloci sono gli scambi. In questo caso sono le banche a scontare le cambiali trattenedosi una percentuale legata al tempo di scadenza, mentre lo stato guadagna sui bolli necessari a renderle legali. Oggi questa operazione è più difficile perchè l’emissione di carta moneta è affidata alla banca Centrale Europea, che controlla l’inflazione per sostenere il valore dell’Euro rispetto alle altre monete. Nello stesso tempo è controllata anche la velocità di circolazione della moneta e quindi anche l’altra possibilità di far aumentare l’inflazione. Allo stati membri dell’Europa resta solo il diritto di stampare moneta metallica, con un utile (signoraggio ) inferiore.

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