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Il governo frena sulle liberalizzazioni

L’impostazione originale del governo Monti si annacqua proprio sul terreno più caro a Monti, le liberalizzazioni. Il governo tecnico aveva originariamente posto due obiettivi principali: il risanamento dei conti pubblici e le liberalizzazioni del sistema economico secondo l’impostazione della Bce. Se il risanamento dei conti sembra essere raggiunto, anche se la manovra si basa su troppe nuove tasse e zero tagli alla spesa pubblica, sulla questione delle liberalizzazioni la battaglia è ancora aperta, infatti le misure di liberalizzazione presenti nella prima stesura del decreto sono state rinviate al 31 dicembre 2012. Le farmacie sono sul piede di guerra, per quanto riguarda i taxi invece, sembra che l’era della concorrenza sia lontana. Evidentemente le corporazioni si sentono minacciate da una misura che porterebbe benefici evidenti ai consumatori e all’economia.

Il governo ha deciso di non fare passi in dietro sull’estensione della vendita nelle parafarmacie e nei supermercati dei medicinali di fascia C  con obbligo di ricetta  ma non rimborsati dallo Stato, anche se è stato proposto un rinvio al 2013. Piero Giarda , ministro per i rapporti con il parlamento, ha presentato un emandamento che nei fatti esclude gran parte dei medicinali in fascia dalla vendita fuori dalle farmacie, venendo incontro ad una delle proposte di Federfarma, che per ora conferma l’ipotesi di una serrata.  I tassisti invece esultano, fino al 2013 i taxi non verranno toccati, ma a ridosso delle elezioni sicuramente nessuno prenderà in considerazione la liberalizzazione dei taxi. Le corporazioni sembrano intoccabili, i prezzi dei taxi sono alle stelle e nelle giornate di scioperi dei trasporti pubblici o in caso di maltempo a Milano non si trova un taxi. Anche la riforma degli ordini professionali ( questione che da decenni viene discussa) è stata rimandata al prossimo anno. Le uniche vere liberalizzazioni restano nel settore dei trasporti, con l’Antitrust che vigilerà sui treni, autostrade e autotrasporti ( dal prossimo anno arriverà la concorrenza di Ntv alle Ferrovie dello Stato). Monti non cederà tanto facilmente sulle liberalizzazioni, le sostiene fin da quando diventò commissario europeo al mercato interno nel 1994, sconfisse un gigante monopolista come Microsoft, sarà capace di far fronte agli agguerritissimi farmacisti italiani? Nelle parafarmacie si spende l’8,3 per cento in meno per le medicine da banco rispetto alle farmacie, inoltre sarebbe la fine del numero chiuso sulle farmacie. Una concorrenza vigilata dall’Antitrust farebbe molto bene contro l’enorme potere delle Lobby. La contestazione è anche in Parlamento, 73 parlamentari del Pdl, Terzo Polo e Io Sud avevano scritto a Monti perchè rivedesse il provvedimento, uno di questi è proprio il senatore del Pdl Luigi D’Ambrosio Lettieri, farmacista e presidente dell’Ordine dei farmacisti di Bari (?).

Per ora la partita è ancora  aperta, speriamo che per una volta siano privilegiati i consumatori. Contando i rincari di benzina, dell’Iva e le nuove tasse che saranno in vigore dal 2012, si dovrebbe dare il via a concorrenze che, ripeto, se regolamentate, porterebbero l’abbassamento dei prezzi. Inoltre bisognerebbe creare più posti di lavoro e un meccanismo di selezione meritocratica, abolendo gli ordini dei professionisti, strumenti di forte diseguaglianza.

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