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La fantomatica tassa sugli animali

Che il nuovo governo sia inviso a più di una persona non è sicuramente una novità. Ma pochi giorni fa, accanto ai detrattori secondo il quale il governo Monti, in quanto “governo delle banche”, non sarà certo in grado di risollevare le condizioni italiane, si sono affiancati migliaia di utenti di molti social network allertati da alcuni messaggi riguardanti una futura tassa su una nuova categoria di beni di lusso: gli animali domestici.

Le proteste di animalisti e lo sgomento di coloro che hanno almeno un animale d’affezione erano del tutto prevedibili, ma i social network hanno amplificato tutto ciò. La disinformazione insomma ha regnato per qualche tempo, fino a quando non è stato smentito il tutto. La probabile causa della nascita di questa notizia è che all’interno del “redditometro” previsto per l’anno prossimo saranno inserite anche le spese veterinarie per cani, gatti e tutti i nostri compagni a quattro zampe. Il fraintendimento di tutto ciò ha portato ai grandi disordini in rete dei giorni scorsi.

Insomma, i padroni  di animali da compagnia non devono preoccuparsi, anche se la faccenda non è stata totalmente chiarita. E’ chiaro però che una tassa del genere sarebbe decisamente dannosa, sia per l’eventuale incremento dell’abbandono di animali, sia per il fatto che le organizzazioni animaliste vedrebbero sfumare in poco tempo tutti i diritti che avevano ottenuto per i nostri quattro-zampe.

Le ultime righe dell’articolo vorrei spenderle facendo notare come i social network spesso siano causa di una grande disinformazione. In molti tendono a credere ciecamente alle “news” che appaiono in bacheche e in “tweet”, ma sarebbe più appropriato documentarsi, e non affidarsi a tutto ciò che si legge. Gli eventi dei giorni scorsi ne sono un’evidente prova. E’ quindi meglio impiegare pochi secondi per fare una veloce ricerca sulle notizie reali, che alimentare la diffusione di una “falsa verità”.

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