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La super Bce:l’asse Sarkozy-Obama isola la Merkel.

Sarkozy e Obama ieri a Cannes hanno ricevuto un bagno di folla. I due sembrano intendersi al meglio.  L’ipotesi di reintrodurre la Tobin Tax (dal nome del premio Nobel per l’economia James Tobin, che la propose nel 1972, è una tassa che prevede di colpire, in maniera modica, tutte le transizioni sui mercati valutari per stabilizzarli ,penalizzando le speculazioni valutarie a breve termine, e contemporaneamente per procurare delle entrate da destinare alla comunità internazionale), una tassa sulle transazioni finanziarie, potrebbe vedere gli Usa fare un passo indietro e appoggiare l’ipotesi di Sarkozy, che commenta: “Una tassa sulle transazioni finanziarie è tecnicamente possibile, finanziariamente indispensabile, moralmente incontestabile”.

L’asse Franco-americano è continuato all’insegna della convergenza sul piano d’azione del G20 e sulla convinzione di aver trovato in Mario Draghi l’interlocutore giusto per assegnare alla Bce un ruolo decisivo nella risposta alla crisi dell’Eurozona. Il progetto su cui Obama e Sarkozy (con l’appoggio di Mario Draghi) stanno lavorando, è quello di creare una super Bce sul modello della Fed americana. La Merkel viene isolata a questo punto, sono mesi che Obama cerca di convincerla a far cambiare atmosfera a Francoforte, ma dopo l’insediamento di Draghi al timone della Bce, l’asse franco-americano ha un’alleato in più su cui contare che ha grande infleunza su Francoforte.

Neanche l’incontro bilaterale di ieri tra Obama e la Merkel ha fatto cambiare idea alla cancelliera tedesca, che continua a sostenere che quella non sia la via giusta. «Obama a più riprese ha fatto presente agli alleati europei l’importanza cruciale della Bce» assicura Lael Brainard, viceministro del Tesoro. «E’ importante che gli europei accettino di condividere le lezioni apprese dall’America nella risposta alla nostra crisi» aggiunge Froman, rilanciando il parallelo fra Federal Reserve e Bce che Parigi condivide e Berlino no. Secondo Obama, i pericoli maggiori ora arrivano da Spagna e Italia, un cambiamento di governo non cambierà i problemi economici dei due paesi, secondo gli Usa serve una politica economica unica in Europa guidata dalla Bce ( anche se molti in Europa sostengono che il problema italiano sia tutto di credibilità:”Non si può paragonare l’Italia alla Grecia: l’Italia ha un’economia forte, ma devono stare molto attenti e devono attuare tutto ciò che hanno promesso. Questa è una questione di credibilità. La credibilità è cruciale per l’Italia in questi giorni”, dice il presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy).

Alla Bce si chiede di intervenire sul Fondo Salva Stati, di comprare i titoli di Stato degli Stati a rischio e di dare crdito alle banche che scarseggiano di liquidità. Le mosse di ieri di Mario Draghi sono in linea con quanto richiesto dall’asse franco-americano ( anche se ha definito l’intervento Bce “temporale” e “limitato”).Tutti i capi di Stato riuniti sulla Croisette hanno  colto con un sospiro di sollievo la notizia bomba arrivata da Francoforte: da Washington a Pechino è stato tutto un levare di calici, anche perché di ricette miracolose in grado di tonificare economie in affanno come quella americana, o in panne come l’Eurozona, non ce ne sono. Ma, come sottolinea Draghi, la responsabilità è comunquedei governi nazionali.

La ricetta della Merkel è diversa:   ”E’ molto importante che i modelli che prevedono una partecipazione della Bce non sono sul tavolo. Una soluzione del genere per il governo tedesco e’ fuori questione”, aveva detto il 26 Ottobre. Sembra non aver cambiato parere la cancelliera tedesca, che punta tutto sull’effetto leva che il Fondo Salva Stati avrà sui mercati.

 

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