Lampedusa sempre più calda Reviewed by Momizat on . L’arrivo dell’autunno non ha placato l’ondata di immigrazione dall’Africa verso Lampedusa e, dopo che nelle scorse settimane la concentrazione di clandestini al L’arrivo dell’autunno non ha placato l’ondata di immigrazione dall’Africa verso Lampedusa e, dopo che nelle scorse settimane la concentrazione di clandestini al Rating:
Home » Cronaca » Lampedusa sempre più calda

Lampedusa sempre più calda

L’arrivo dell’autunno non ha placato l’ondata di immigrazione dall’Africa verso Lampedusa e, dopo che nelle scorse settimane la concentrazione di clandestini al centro di accoglienza dell’isola aveva cominciato a destare preoccupazione, negli ultimi giorni la situazione è definitivamente degenerata.

Il 20 settembre i 1200 migranti stipati sull’isola sono esplosi in una serie di violente azioni per protestare contro i rimpatri. La più importante di esse è certamente stata un rogo che ha distrutto tre degli edifici del centro di accoglienza e che, oltre a decine di persone intossicate, ha provocato una fuga di clandestini per tutta Lampedusa. La caccia della polizia nei confronti dei fuggitivi ha poi provocato altre reazioni pericolose: alcuni tunisini, asserragliati nei pressi di un distributore di benzina, hanno minacciato di far esplodere tre bombole del gas trafugate da un ristorante vicino, mentre gli isolani si accalcavano per accertarsi della situazione. Ben presto è esplosa la protesta degli abitanti di Lampedusa, che hanno scatenato una sassaiola nei confronti degli immigrati.

L’intervento delle forze dell’ordine, dapprima occupate a cercare di separare le due fazioni, si è poi trasformato in una vera e propria carica verso i tunisini nel momento in cui costoro hanno aperto una delle bombole di gas.

Ben presto la calca si è trasformata in un tutti contro tutti: carabinieri e immigrati gli uni contro gli altri, Isolani contro i clandestini, ma anche contro i giornalisti e gli attivisti, che considerano diretti responsabili dei disordini a causa del pressing mediatico che stanno creando. Gli agenti antisommossa hanno dovuto in alcuni casi letteralmente strappare i tunisini dal linciaggio.

Il momento di spannung è stato raggiunto quando alcuni abitanti di Lampedusa hanno cercato di aggredire il sindaco dell’isola Dino de Rubeis, reo di essersi comportato in maniera troppo tenera con i nuovi arrivati e barricatosi infine nel suo studio con una scorta di tre agenti.

Il bilancio è di 11 feriti (quattro agenti delle forze dell’ordine e sette tunisini) mentre è stato assicurato che l’isola sarà svuotata entro le prossime 48 ore. La situazione è però allarmante: ora, non essendoci più un centro di prima accoglienza, gli immigrati saranno trasportati direttamente in Sicilia, mentre persegue il malcontento degli isolani, che chiedono maggiore sicurezza (le scuole sono state chiuse per paura di aggressioni).

Ci si augura, quindi, che venga data presto una risposta a questa situazione, sia dall’Italia, ma soprattutto dall’Europa intera.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su