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Le richieste Ue e il teatrino berlusconiano

Davanti alle pressioni dell’Ue, che chiede garanzie allo Stato Italiano, Berlusconi risponde con un aut-aut alla Lega.  Il presidente del  Consiglio capisce che le richieste dell’Europa sono onerose sul piano elettorale ma necessarie per la stabilità economica del paese, ma cosa può fare lui che ha puntato tutta la sua ideologia politica (chiaramente inesistente) sul consenso e non sui fatti? Per l’ennesima volta Berlusconi risponde allestendo un teatrino che di comico ha ben poco, se non nulla, dato che quì si gioca con il futuro del nostro Paese. L’antifona a Bossi suona così, parafrasando il politichese berlusconiano: ” O siete d’accordo sulle pensioni e mi mandate a Bruxelles con appoggio totale o io mi vergogno e stò a casa”. Forse Silvio non ti sei accorto che ormai, a parte la Merkel e Sarkozy, nessuno ride più alle tue battute? Noi giovani italiani di sicuro no, noi vogliamo risposte realiste non escamotage politici per far credere all’Europa che la maggioranza italiana al Governo è compatta sulle risposte alle richieste Ue. Quindi, mentre oggi tutti i giornali ci vendono la notizia che Berlusconi, se Bossi non dovesse cedere sulle pensioni, si ritirerà, noi che facciamo? Facciamo finta di crederci? Onestamente non credo che se ne andrà dalla scena politica per così ‘poco’, ha combianato anche peggio in questi anni. La proposta indecente del Pdl sarebbe quella di introdurre la quota 100 (65 anni di età + 35 di contributi)  entro il 2015, abolendo di fatto le pensioni di anzianità oppure la linea più soft di Maroni, il famoso “scalone” che blocca l’età pensionabile a 62 anni più 35 di contributi fino al 2012. Insomma, tralasciando le motivazioni di Bossi, appoggiate da Tremonti, di salvaguradare i lavoratori della Padania, Bersani e Bossi (!) si trovano d’accordo sul nodo pensioni e noi, onestamente, preferiamo il “non toccate i più deboli” di Bersani, anche se estremamente retorico ( è la lingua dei politici, non possiamo farci niente). Ritorniamo ad un nuovo ’94, quando l’appoggio della Lega a FI venne meno proprio sul tema delle pensioni? Quello che è sicuro è che da allora le forze politiche e i personaggi sono sempre quelli, questo è il vero problema.

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