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Nonciclopedia chiude: anche la parodia è illegale

Ebbene sì! Dopo alcune avvisaglie riguardo ai pericoli che corre l’informazione pubblica in Italia, dopo i casi di alcuni programmi, dai cartoni animati alle serie tv, che sono stati censurati senza una valida motivazione, ora è il web ad essere in pericolo. Già scrivere per un giornale online o per un blog ad indirizzo giornalistico, con la sola volontà di fornire a più persone possibili delle informazioni adeguate, diventa un problema per l’infinità delle direttive che deve seguire il fondatore – e noi lo sappiamo bene. Ma ora l’attacco alla disinformazione, o presunta tale, ha colpito un sito che non dell’incitamento alla rivolta, non delle critiche alla politica, non della violenza, bensì della parodia faceva il suo forte.

Nonciclopedia, versione italiana di Uncyclopedia, nasce, recita il sito, “il 3 novembre del 2005, fondata da San Pistacchio”. Si tratta di una presa in giro della più importante enciclopedia libera del web, ovvero Wikipedia, e, come essa, si configura come un sito nel quale tutti possono contribuire alla creazione degli articoli e l’identità di ciascuno rimane ignota.

La peculiarità di quello che da molti è considerato un sito altamente offensivo, mentre da altri una vera opera d’arte, è il fatto che, all’interno degli oltre 12000 articoli (in “itagliano”) presenti al suo interno, tutto viene parodiato. E per “tutto”, si intende proprio “tutto”! Ogni persona, ogni avvenimento è visto in chiave comica, senza alcuna presa di posizione: viene insultato tanto il religioso quanto l’ateo, ridicolizzato ogni partito politico, criticato ogni evento, sia buono che cattivo.

La notizia dello sciopero di Nonciclopedia viene dallo stesso portale, che scrive, nella pagina principale,

 

“Nonciclopedia sciopera a tempo indeterminato per colpa di quelle persone che si prendono troppo sul serio.

Un sentito ringraziamento va a VASCO ROSSI e ai suoi avvolt… avvocati.”

Il sito spiega poi, senza perdere lo spirito umoristico che lo contraddistingue, i fatti che hanno portato a quello che da molti è già visto come l’epilogo dell’enciclopedia: come abbiamo già detto, Nonciclopedia sfotte. Talvolta, perciò, accade che alcune persone si lamentino di ciò che viene detto su di loro all’interno delle pagine del sito. In passato è già successo che alcune parti di articoli venissero modificate, in base alle richieste dei diretti interessati, che non avevano saputo prendere le cose scritte alla leggera.

Questa volta, come tiene a puntualizzare il sito, è toccato al cantautore Vasco Rossi, che non avrebbe gradito i riferimenti alla droga presenti nella sua pagina. Nonciclopedia non manca di descrivere gli avvenimenti in ordine cronologico:

    • 6000 a.C.: l’uomo forgia i metalli.

    • 3200 a.C.: l’uomo inventa la scrittura.

    • 7 febbraio 1952: nasce Vasco Rossi.

    • 20 aprile 1984: Vasco Rossi viene arrestato al Variety, una discoteca di Bologna. Vasco Rossi consegna spontaneamente 26 grammi di cocaina alle forze dell’ordine e trascorre 22 giorni di prigione.

E l’elenco continua spiegando poi, dettagliatamente, i fatti risalenti all’inizio dell’anno 2010.

Secondo quanto descritto, gli avvocati del cantante avrebbero inviato una e-mail alla redazione di Nonciclopedia chiedendo di intervenire sulla pagina del sito, giudicata troppo offensiva, e chiedendo i dati degli utenti. Il giorno successivo Nonciclopedia risponde che non è in grado di fornire tali dati, in quanto si tratta di un’enciclopedia libera, ma afferma di poter eliminare o modificare parti della pagina. I legali di Vasco Rossi non rispondono. La denuncia sembra cadere nel vuoto fino a che, il 18 agosto 2011, uno degli admin del sito viene convocato dalla polizia postale e interogato sul funzionamento del sito e invitato a porre “un autografo. Sul verbale”. Poco dopo, ad altri tre viene concesso lo stesso trattamento. La nota chiude dicendo che, a seguito di questi fatti, Nonciclopedia ha deciso di chiudere a tempo indeterminato.

Nel frattempo si è scatenata la guerra sul web: volano gli insulti a Vasco Rossi, accusato di poca coerenza in quanto proprio lui aveva scatenato, nei mesi scorsi, una battaglia di insulti sul web con chi lo criticava e con l’ “avversario” Luciano Ligabue, mentre i suoi fans lo difendono; la pagina “salviamo Nonciclopedia” ha già superato i 100000 “mi piace” e molti si interrogano sulla veridicità della notizia.

Nonciclopedia è infatti famosa anche per gli scherzi che talvolta crea, come quello di fingere un virus, o di chiudere dopo il decimillesimo articolo, o, ancora, quando sembra mandare il computer in confusione aprendo cartelle su cartelle il giorno del pesce d’aprile. Molti hanno pensato a un’ingegnosa trovata pubblicitaria, che, se così fosse, sarebbe stata molto azzeccata, visto il polverone già alzato a poche ore dall’avvenuto.

Mentre queste domande aspettano una risposta, la riflessione che ne segue è urgente e doverosa: l’eventuale chiusura di Nonciclopedia non significherebbe solo la mancanza di un indirizzo web, ma la perdita di un sito che da anni riesce sempre a regalare il sorriso ai suoi lettori e farli evadere dal mondo triste e negativo di cui sono costretti, ogni giorno, a sentir parlare.

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