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“Siamo liberi!”, “L’Italia ora è migliore!”. Davvero?

“Siamo liberi!”, “L’Italia ora è migliore!”. Caroselli di motorini e auto festanti per il centro di Roma, cori da stadio, insulti, sventolio di bandiere. Così appare la zona del Quirinale al passaggio dell’auto del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, Presidente che sta per consegnare le proprie dimissioni al Capo dello Stato.

“Siamo liberi!”, “L’Italia ora è migliore!”. Queste due frasi mi hanno colpito moltissimo. Le pronunciavano due giovani di circa 20-25 anni alle telecamere di rainews24. Erano festanti, sembravano avere realizzato un sogno. Scene simili le ricordo solo il 9 luglio 2006 dopo il rigore di Grosso che ci ha consegnato la coppa del mondo di calcio. “Siamo liberi!”, “L’Italia ora è migliore!” inneggiavano quei ragazzi, dicevo. Lo spread resta alle stelle, il debito pubblico cresce di migliaia di euro al secondo, la cassa integrazione è in aumento. Ma “Siamo liberi!”, “L’Italia ora è migliore!”, il prezzo della benzina sale sempre più, i laureati faticano a trovare lavoro.

“Illusi”, pensavo. Dov’è questa “Italia migliore”? Dov’è che siamo “più liberi”? Tutto perché siamo senza Berlusconi? E’ lapalissiano che non può essere così. Non è Berlusconi la causa dello sfacelo dell’Italia, non può esserlo. Questo è chiarissimo, non era il male impersonificato in ogni cosa. I problemi restano, la casta pure, il debito pubblico anche. E non sono tutti problemi causati dal solo Berlusconi.

E allora perché questa festa? Alcuni criticarono le scene “da osteria” che accompagnarono in Parlamento la sfiducia al governo Prodi. Nessuno critica invece questo sparare sul cadavere. Ma quale sparare? E’ mitragliare un cadavere. Berlusconi ha di sicuro fallito, è stato un “politico” egoista, dell’Italia gli interessava ben poco. Ma non ha senso un’esultanza del genere. Non deve essere un nuovo “piazzale Loreto” con cadaveri appesi a testa in giù scherniti dalla folla, perchè non è finita una guerra, non si intravedono nuove speranze dietro l’angolo, sarebbe miopia.

E’ come una nave che sta affondando. Affonda anche a causa del malgoverno del capitano, che alla fine cede il comando. Ma c’è ben poco da festeggiare, l’affondamento prosegue.
E’ una difesa di Berlusconi? Nossignori, ma c’è una bella differenza fra l’esultanza e lo sparare a uno sconfitto in fuga. Ora è il momento di fare fronte comune, di pensare al futuro dell’Italia, con serietà e rispetto reciproco.

Già il rispetto. Rispetto che nella politica non esiste, ora. Ecco la vera colpa di Berlusconi: ha esasperato lo scontro politico, ha ridotto la politica a un “con me o contro di me”, ha portato i partiti a essere una personalizzazione del capo, ha esacerbato i toni, ha messo il governo contro la magistratura. Rispetto alla sua discesa in campo del ’94 la politica è stravolta: non è più la stessa, è cambiato tutto, dai partiti alle ideologie. Un giorno, un professore di Storia delle istituzioni politiche mi disse: “Non mi stupirei se, finita l’era di Berlusconi, si redigesse una nuova Costituzione”. Già, perchè senza l’artefice di questo nuovo “far politica”, l’attuale politica non avrebbe motivo di esistere.

Ora immagino già molti commenti. Dopo avere anche solo in parte visto sotto un’altra prospettiva Berlusconi, è facile essere considerato un berlusconiano. Ma è ora davvero di girare pagina. Non si deve fare la caccia al fascista che avvenne dopo la guerra civile del 1943-’45. E’ ora che si inizi a pensare alla vera politica, compito che spetta a tutti i gruppi parlamentari. E’ ora di proporre nuovi programmi, nuove idee. Di Pietro dovrà iniziare davvero a pensare a qualcosa, visto che con l’antiberlusconismo non raccoglierà più voti. Bersani dovrà togliere il disco che sembrava inceppato del “Berlusconi deve fare un passo indietro” e iniziare a suonare una nuova musica.

Berlusconi si è dimesso? Bene, sono soddisfatto. Non sono felice, non sono tanto più ottimista. Si rischierebbe solamente di restare delusi nel futuro prossimo.

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Commenti (3)

  • Anna Gatto

    Ben detto! I festanti vedono in Monti la salvezza del popolo, niente di più falso.Anche lui purtroppo fa parte di quella casta che credo sarà difficile espellere.è pure senatore a vita adesso. In questo momento siamo fuori dalla democrazia. Sono soddisfatta che Berlusconi si sia dimesso ma sicuramente non felice perchè le cose ora andranno di male in peggio. Doveva dimettersi prima, quando la crisi non era così acuta e l’europa non ci stava addosso, saremo andati a elezioni come in Spagna.

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  • Raffaella Petrosino

    ‘A Tegà. Io ho festeggiato, e ora sono pronta ad andarmene da questo paese con un sorriso e la pace nel cuore, magari senza che mi si sputi in un occhio quando concludo con “Italy” le cartoline.
    Però che brutta immagine, te, cupo, con le braccine incrociate che scuoti la testa dietro le tapparelle, sussurrando mestamente “Illusi” mentre fuori partono i botti.
    Eddaje, che un brindisi to potevi pure fà.

    Smickete smuackete

    Schaunard

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    • Francesco Tegani

      Raffaella, ho spiegato il motivo per cui non mi sembra che ci sia da festeggiare in modo così esagerato. Il sorriso e la pace nel cuore ti vengono solo dal fatto che Berlusconi non sia più premier?
      Poi sinceramente l’immagine di me cupo non so da dove la prendi. Nemmeno fossi Emilio Fede.

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