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448 Volti stravolti e 150 scomposti

quarto e ultimo viaggio nel mondo dell’Ironia nell’arte visiva

il ritratto caricaturale, suggestivo e immediato, spesso accennato con rapidi tratti, ma sufficiente a rappresentare “il corpo e l’anima” del soggetto raffigurato, tanto che il celebre scrittore illuminista e divulgatore scientifico del Settecento Francesco Algarotti lo definì “il molto intendimento in pochi segni”; mentre Giorgio Gabellini , tra i più grandi disegnatori e scultori di caricature del Novecento , definì stupendamente “la divina sproporzione”.

Parliamo di Giovanni Francesco Barbieri detto il GUERCINO, (Cento 1591 – Bologna 1666) e dei suoi 448 caricature.

Nel Guercino era innata la passione per il genere umano più vario e molti di questi disegni sono nati per puro piacere personale, per trascorrere momenti lieti con i propri famigliari ed amici, osservando compiaciuto il lato comico della vita.

In alcune di queste caricature il Guercino richiama la sensazione del tempo che scorre modificandola natura fisiognomica degli uomini, permettendoci di scoprire con l’ironia il risvolto satirico e scherzoso del mondo barocco. In questo senso la caricatura riflette una mentalità ricorrente nell’uomo del XVII secolo perché, come ha osservato Panofsky, “nessun periodo è stato tanto ossessionato dalla profondità e dalla vastità, dall’orrore e dalla sublimità del concetto di tempo quanto il Barocco, l’epoca in cui l’uomo si trova di fronte all’infinito come qualità dell’universo, anziché come prerogativa di Dio“

In alcune di queste caricature rintracciamo la scintilla di Leonardo, particolarmente nelle sue teste di vecchi, dove sembra già avviata la metamorfosi, l’indurimento dei tendini e delle pieghe della pelle.

Lo stesso procedimento anatomico, avviato da Leonardo, coincide in qualche modo con quello del Guercino, in quanto scomposizione e aggregazione visuale del corpo umano nei suoi elementi.

Come non concludere questo viaggio nel mondo dell’arte e dell’ironia con il grande Arcimboldo ? Giuseppe Arcimboldo è  nato a Milano nel   1527 . Suo padre era un pittore e lavorava al Duomo di Milano. È diventato famoso per i suoi dipinti insoliti; è partito per Praga e ha conosciuto molto successo con i suoi ritratti caricaturali. È tornato a Milano ed è morto nel  1593. Tutti conoscono i suoi volti allegorici creati con ogni tipo di oggetto, dalla frutta, agli ortaggi, ai fiori fino a creare l’immagine di un giurista con pezzi di vari pezzi di animale.  Questo ritratto, meno noto, sembra davvero un ottimo finale. Il Giurista, dal ripugnate volto composto da pezzi di pollo, una quaglia spennata e una coda di pesce, considerato per lungo tempo il ritratto satirico di Calvino.

Ciò che più richiama l’attenzione dell’osservatore è il viso orripilante da guardare, reso con pollo arrostito e pesci; sconvolge l’occhio ancora vivido che appartiene contemporaneamente al pollo spennato e al personaggio ritratto. Nascosti da un sontuoso mantello vi sono solo libri e incartamenti. Alcuni critici lo ritengono il ritratto di J.U. Zasius, stretto collaboratore di Rodolfo e probabilmente ricompensato per i suoi servigi con un’onorificenza e un quadro. Come sempre mostra una profonda conoscenza naturalistica e una creatività risolutiva unica. Ma quello che rivela soprattutto è la sua capacità di ridere degli uomini  in modo davvero originale.

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