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Volete due ottimi motivi per andare a Milano?

La mostra dedicata ad Artemisia Gentileschi al Palazzo Reale e due quadri di Georges de La Tour a Palazzo Marino.
fino al 29 gennaio 2012, una grande mostra monografica, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano, dove si intrecciano la storia di una donna e la passione di un’artista: “Artemisia Gentileschi. Storia di una passione” a cura di Roberto Contini e Francesco Solinas e arricchita da interventi scenografici e teatrali di Emma Dante.
La mostra e’ suddivisa cronologicamente nelle quattro fasi che contraddistinguono la vita di Artemisia: gli inizi a Roma, sotto l’influenza del padre Orazio, gli anni a Firenze in cui il suo stile si sviluppa autonomamente giungendo ad una codificazione inconfondibile, il ritorno a Roma all’inizio degli anni Venti ed il successivo quasi quarto di secolo a Napoli fino alla morte giunta nel 1653.
Oltre cinquanta le opere in mostra, molte appena restaurate e inedite al pubblico, per un viaggio nel ‘600 attraverso uno sguardo femminile, attento e potente. Le figure femminili, protagoniste assolute delle opere di Artemisia, sono espressione di una forza vitale inedita, unica nel panorama dell’epoca, compresi gli espressivi autoritratti.
Quando si parla di Artemisia Gentileschi non manca mai un cenno al suo stupro, ad opera del pittore Agostino Tassi e al processo che, con molto coraggio, Artemisia affrontò nel tentativo di avere giustizia. Un episodio della sua biografia che certo ebbe una forte ricaduta sulla sua pittura; ma questa mostra vuole soprattutto esaltare le sorprendenti qualità artistiche della pittrice e la sua capacità di interpretare il caravaggismo con autonomia e personalità. La pittura è sempre stata al maschile, come tutta l’arte visiva, ma Artemisia rompe questa regola dimostrando che forse alle donne sono mancate le occasioni per dare una loro interpretazione della realtà, una loro visione del mondo. Una ragione in più per non perdere questa mostra che delinea un profilo completo della pittrice e del suo tempo. Una delle opere in mostra “Abbraccio tra la Giustizia e la Pace”
1635, un Olio su tavola di faggio, diametro cm 25,3, collezione privata, mette in luce una visione del mondo esclusivamente femminile, dove l’uomo non ha nemmeno un ruolo da comprimario, non esiste. Due figure cariche di luce e di mistero. Giustizia e pace che gli uomini non hanno mai saputo raggiungere e che assumono volti e corpi di donna.
Per completare il percorso nel ‘600, la mostra su George de La Tour, nella Sala Alessi di Palazzo Marino. Si possono ammirare due capolavori dell’artista lorenese: “L’Adorazione dei Pastori” e “San Giuseppe Falegname”, per la prima volta in esposizione in Italia, in arrivo direttamente dalle sale del Louvre. C’è tempo fino all’8 gennaio 2012 per visitare la mostra George de La Tour a Milano: dopo questa data le due tele lasceranno Palazzo Marino per tornare al Louvre. Nato a Vic-sur-Seille nel 1593, ma vissuto a Lunéville dove si trasferì in seguito a un fortunato matrimonio, dopo la sua morte La Tour venne completamente dimenticato,oggi su di lui sono stati attivati importanti studi. In qualche modo un destino comune con Artemisia, dimenticata e oggi riscoperta. Accomuna questi due artisti anche una luce rivelatrice che li riporta a Caravaggio,una matrice comune e un percorso artistico ben diverso. Se resta estremamente incerta l’ipotesi di un suo viaggio di formazione in Italia, l’eco dirompente del caravaggismo giunse molto presto in Francia e La Tour seppe coglierne spunti importanti, sebbene dal punto di vista stilistico e tecnico rimase sempre fortemente legato alla pittura nordica e fiamminga.

 

"Abbraccio tra Giustizia e Pace" di Artemisia Gentileschi"S. Giuseppe Falegname" G. De LaTour

 

 

 

"S. Giuseppe Falegname" De LaTour

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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