Bluvertigo – Acidi e Basi (1995) Reviewed by Momizat on . Acidi e Basi è un disco d'esordio eccellente. Uscito nel 1995 ha indubbiamente un'impronta grunge, tendenza musicale che in quegli anni stava monopolizzando la Acidi e Basi è un disco d'esordio eccellente. Uscito nel 1995 ha indubbiamente un'impronta grunge, tendenza musicale che in quegli anni stava monopolizzando la Rating:
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Bluvertigo – Acidi e Basi (1995)

Acidi e Basi è un disco d’esordio eccellente. Uscito nel 1995 ha indubbiamente un’impronta grunge, tendenza musicale che in quegli anni stava monopolizzando la scena internazionale. Le melodie e gli accordi ricercati ma non barocchi, una forma canzone quasi sempre presente nello svolgersi delle dieci tracce con spunti di follia e genialità da subito fanno capire quanto questa band, pur costituita da giovani poco più che ventenni, sia una delle più interessanti del panorama italiano.

Il Pop di facile ascolto si trova principalmente nelle super-orecchiabili IODIO e I STILL LOVE YOU, mentre L.S.D. contiene tracce psichedeliche sia nel titolo che nell’arrangiamento. VIVOSUNAMELA e l’ERETICO sfiorano invece l’hard rock e trionfa sempre predominante lo strumento basso, che sostiene tutte le canzoni in modo preciso e incalzante e fa risaltare il carattere eccentrico ed egocentrico del leader, Morgan (Marco Castoldi), protagonista dell’attuale edizione di X-Factor nelle vesti di giudice).

Le canzoni centrali del disco denotano uno stile più fluido e dilatato con liriche al limite della poesia e il riarrangiamento di “Here Is The House” dei Depeche Mode, ridenominata COMPLICITA’ costituisce probabilmente il momento più toccante dell’album. La forte critica dei valori sociali (corrotti e perduti) si unisce al vagheggiare  un’amore corrisposto che unisca due corpi e due spiriti in una cosa sola. Il tema è certamente già sfruttato, ma è qui ripercorso con personalità e stile, in modo tutt’altro che adolescenziale.

Qualche accenno di sintetizzatori ed elettronica fanno trasparire ciò che sarà il futuro dei Bluvertigo nell’arco degli anni: con Metallo Non Metallo e Zero Morgan e compagni creeranno infatti quella che comunemente viene identificata come la “trilogia chimica”. Da sottolineare l’eleganza di Andy al sax, le schitarrate indiavolate di Marco Pancaldi, che suona solo in questo disco per poi venire sostituito da Livio, già fonico della band, che li seguirà in tutti i tour successivi e la batteria di Sergio Carnevale, che spesso mette in crisi l’ascoltatore talmente è precisa. Acidi e Basi sa mischiare sapientemente suoni vintage e pad elettronici e il risultato è apprezzabile.

Dal punto di vista delle liriche l’ironia beffarda di Morgan gioca un ruolo determinante. Marco Castoldi ne ha per tutti: critica il qualunquismo, la corruzione e l’ipocrisia del clero e dei benpensanti, la standardizzazione dei sentimenti e la mancanza di creatività dei giovani moderni, vuoti e stereotipati. IL DIO DENARO, con un testo a metà fra la malinconia surreale del giovane turbato e la critica al capitalismo che corrode la società e  gli animi, chiude un album solido, intrigante e suonato in maniera impeccabile.

Voto 8/10

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