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Bunga Bunga alla Romana!

E’ già, pare proprio che i ”festini”  fatti da Silvio e il resto della decadente classe politica italiana, di qualunque colore e parte, non siano una novità del XXI secolo. Infatti già nell’antica Roma cibo, musica e sesso creavano quel trio che oggi potremmo tradurre in sesso, droga e rock’n’roll.

In base a quanti inviti a banchetti si riceveva, poteva salire o scendere la propria popolarità, non molto diversamente da oggi quindi. Queste feste consistevano in incontri conviviali nei quali si dissertava di filosofia mentre, comodamenti distesi sui triclinia, si veniva serviti dagli schiavi del padrone di casa, i quali proponevano ben 7 portate. I cibi erano estremamente raffinati e ricercati: dalle mammelle di scrofa alla lingua di uccelli e fenicotteri, fino a giungere all’eccellenza delle ostriche e dei frutti di mare. Il tutto accompagnato da ottimo vino, il Falerno era tra i favoriti, in abbondanti(ssime) quantità.

D’obbligo era l’hilaritas, cioè il buon umore, e nonostante fosse richiesta l’educazione, spesso si assisteva a scene di ebrezza. Questo clima di allegria ben si amalgamava a suonatori e danzatrici che accompagnavano la serata, tanto che poi, spesso, si concludevano in servizi, da parte di serve e liberti, affinchè venisse soddisfatto totalmente il ”palato” degli ospiti ( e talvolta anche in orge, vedi Satyricon di Petronio dal capitolo 15 al capitolo 26). La prostituzione infatti era davvero comune, sia nei bassi fondi, sia nella corte imperiale (basti pensare a Nerone e Claudia Atte, una liberta fornitagli per evitare scandali, viste le troppe donne con cui si intratteneva), come dimostrano i molti graffiti ritrovati a Pompei sulle pareti degli edifici.

Quindi è proprio il caso di dire che ”Buon sangue (italiano), non mente”!!!

fonti: Satyricon di Petronio, Bur ; La città e l’impero di Giovanni Alberto Cecconi, Carocci; Focus storia, n°58, Agosto 2011, pp. 24-25;

 

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