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Gattaca: La porta dell’Universo (seconda parte)

In Gattaca l’atmosfera e le ambientazioni sono glaciali e le luci rigorosamente tendenti al blu ma il taglio classico e un po’ retrò dei vestiti, le acconciature vintage e le automobili anni ’40 controbilanciano questa sensazione asettica. Gattaca non è un film tecnofobo né antiscientifico ma si interroga sul possibile sfruttamento incontrollato delle possibilità che si stanno aprendo all’umanità. Il film è ambientato in un mondo in cui gli esseri umani si trovano divisi essenzialmente in due classi, i validi e i non-validi e niente è casuale: i figli dell’amore, concepiti tradizionalmente, sono destinati a essere perpetuamente surclassati da fratelli ottenuti miscelando il meglio offerto dai genitori. Uomini geneticamente scelti per essere i migliori sono votati a ricoprire tutti i ruoli significativi a livello sociale, mentre agli uomini generati casualmente, con i normali difetti dettati dal caso, non rimane che cercare di sopravvivere con la condanna dell’eterno ruolo di subalterno. 

Questa è la storia di un non-valido che riesce a infrangere il sistema. Un non-valido miope, con problemi cardiaci congeniti e con una prospettiva di vita relativamente breve: un antieroe, un puro e un uomo libero (Freeman). Gattaca si pone dinanzi al problema della selezione genetica degli embrioni (non si tratta esattamente di ingegneria genetica ma solo di una semplice identificazione e selezione del miglior risultato possibile) in modo molto sereno e razionale. Non demonizza questa possibilità che presenta non indifferenti vantaggi ma mette in evidenza la discriminazione che affiora automaticamente in ogni angolo sociale. Nello specifico nel film è la legge non scritta di discriminazione della Gattaca Corporation – società spaziale che seleziona il suo personale e gli affida incarichi quasi esclusivamente in base al curriculum genetico – che viene presentata negativamente, che è sbagliata ma nulla di tutto ciò è presentato come colpa della scienza, piuttosto come colpa del sistema che impone (in questo caso è più un suggerimento che un obbligo) la propria visione selettiva della vita ai cittadini. Nel film è anche mostrato un caso in cui questa selezione ha portato erroneamente a un bambino con alcuni problemi: è il figlio del medico di Gattaca. Il medico è un personaggio che raffigura alcuni importanti aspetti della scienza e del modo di porsi nei suoi confronti. Da un lato dà un’idea della neutralità della scienza e della fiducia e speranza che si può riporre in essa e nel metodo scientifico nonostante i cattivi utilizzi che ne fa il management della Gattaca Corporation; dall’altro lato è egli stesso simbolo e vittima della fallibilità e falsificabilità che ne è intrinseca. 

Nel protagonista, Vincent, non sembra esserci odio e rancore verso la tecnologia che pare averlo condannato a una vita grama e priva di soddisfazioni. Egli invece continua a coltivare i suoi sogni e il suo amore per l’Astronomia e riuscirà a toccare con mano questi sogni quando entrerà perfettamente nel sistema sostituendosi con un valido: Vincent cerca l’occasione per andare oltre i limiti che gli sono imposti ed è disposto a imbrogliare per raggiungere il proprio scopo. Assume quindi l’identità di un individuo valido, Jerome, un campione di nuoto geneticamente perfetto che è costretto sulla sedia a rotelle a causa di un incidente e che non può quindi più permettersi quella vita di lussi cui era abituato. Jerome fornisce a Vincent la sua identità, il suo sangue, la sua urina e tutte le scorie con tracce genetiche che serviranno a Vincent per vivere da valido in un mondo di validi. Il ruolo del sangue è notevole all’interno del film: il volto di un uomo non ha più alcun valore, è il suo sangue che conta; vi è un grande valore simbolico in quest’aspetto e cioè il fatto che identifichiamo il sangue con la vita.

In cambio di ciò Vincent garantisce a Jerome, con il ricco lavoro trovato con quel corredo genetico, il tenore di vita cui il campione era abituato. Vincent si trasforma in Jerome eliminando ogni traccia fisica di sé: prende l’altezza di Jerome attraverso un doloroso intervento chirurgico, elimina ogni scoria corporea che potrebbe portare al suo codice genetico e dissemina il mondo di false tracce di Jerome. Intanto il vero Jerome fa il percorso spirituale inverso e diviene così simile a Vincent da auto-analizzare sé stesso e decidere di porre fine alla propria vita. Proprio il confronto tra i due Jerome è la chiave di lettura fondamentale della storia. Sostenere una pretesa perfezione è un compito che può schiacciare un uomo e Jerome è stato distrutto dalla sua necessaria perfezione che però non gli aveva mai dato alcun primato assoluto. Jerome è distrutto dall’essere sempre secondo, dall’essere incapace di essere in assoluto il migliore nonostante sia geneticamente perfetto e da qui nasce la forte depressione con tendenze suicide che provoca l’incidente e la sua immobilità sulla sedia a rotelle. Vivendo con Vincent Jerome riesce a riconciliarsi con se stesso e vedendo quel non-valido volare nello spazio riesce a dimenticare quella che per lui era stata la necessaria e inconfutabile associazione di perfezione e successo e accetta di slegare il valore umano dal successo sociale o dal patrimonio genetico. E qui chiude i conti con se stesso, portando a termine quel suicidio iniziato anni prima.

La degenerazione dello spirito aziendale di Gattaca si accosta molto bene all’uso improprio che essi fanno dei dati messi a disposizione dalle analisi genetiche. La discriminazione genetica serve ai fini pratici di un’azienda per ottenere il meglio con il minimo sforzo ma esiste il pericolo di stroncare particolari genialità. Questo fatto è visto come un bene da una grande azienda che punta alla pianificazione e al controllo perfetto, perchè la discriminazione genetica garantisce che tutto funzioni mediamente meglio e questa logica pare difficilmente contrastabile: una legge non scritta del film Gattaca che in un mondo con simili possibilità pare destinata a diventare una realtà possibile e anche remunerativa. Tutte queste tendenze rilevate da Niccol sembrano estremamente plausibili e compatibili col mondo odierno. La tendenza all’efficienza tramite un livellamento dei valori umani e l’imposizione delle qualità richieste, assieme alla discriminazione sono istanze che si pongono forti anche oggi.

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