- Intrighi alla Corte Augustea – introduzione
- L’ascesa di Ottaviano e l’ombra di Livia
- Tiberio e la sua ascesa ”particolare”
Forse ”Beautiful” e ”Cento Vetrine” non sono poi una grande invenzione. Come credo di aver già mostrato in altre occasioni, la Storia, riprendendo un’immagine molto usata dagli Antichi, non è altro che un serpente che cerca di prendersi la coda, quindi un circolo infinito e vizioso.
Se la televisione, ma anche Montecitorio, ci hanno ormai abituato a intrighi amorosi per raggiungere o mantenere il potere, vi stupirà sapere che non sono ”novità” del XX e XXI secolo, ma che sono faccende ”v
ecchie come il mondo”.
Molte, anzi forse tutte, sono state le famiglie in cui i legami di sangue, legittimi e non (specialmente), hanno letteralmente scritto la Storia e quindi le innumerevoli conseguenze che ”a mò di domino” si sono protratte fino a oggi e quindi a noi.
Cicerone dice, parafrasando, che la Storia è l’insegnante di vita. Sono davvero convinta che abbia ragione.
Ecco quindi che progressivamente cercherò di mostrarvi come quella che fu una delle famiglie più potenti della storia, la dinastia Giulio-Claudia nella Roma antica, sia stata manovrata da intrighi di corte i cui fili furono gestiti principalmente da donne che cercavano la propria affermazione, difficilmente possibile in altro modo, attraverso i figli che dovevano quindi necessariamente essere legati da una parentela, in modo più o meno diretto, con i ”grandi” uomini in vista in quel momento storico.
Ecco dunque presentarsi ai nostri occhi una fitta trama di inganni, crimini e tradimenti, partendo proprio da Augusto, il grande Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto, figlio adottivo di Cesare, apparso improvvisamente all’orizzonte politico di Roma il giorno della lettura del testamento del ”patrigno”. Era il 17 Marzo del 44 a.C.

Caio Giulio Cesare Ottaviano Augusto




