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Italo Calvino, L’immaginazione come repertorio del potenziale (ultima parte)

Nella conferenza sulla leggerezza Calvino constata la progressiva pietrificazione della realtà e per contrastarla vi oppone le ragioni della leggerezza come strumento per sottrarre peso al linguaggio, alla letteratura e, per conseguenza, al mondo.

Il tema della leggerezza è espresso dall’autore attraverso numerosi riferimenti ad autori del passato tra cui spiccano i nomi di Ovidio e Lucrezio: nell’opera di Lucrezio, il De rerum natura, la compattezza del mondo è dissolta in elementi leggerissimi e invisibili, gli atomi. Da questa scomposizione scaturisce l’idea delle infinite possibilità di combinazione della materia e il tutto viene rapportato alla letteratura. Calvino è affascinato in particolare dall’idea di assenza, di vuoto, di tutto ciò che per l’ uomo è inconoscibile e oscuro, ma che deve esistere affinché esista il conoscibile così come il vuoto deve esistere affinché sia possibile il movimento della materia nello spazio. Questa sensazione di movimento continuo e necessario della materia Calvino la ritrova nelle Metamorfosi di Ovidio, e in particolare nell’episodio in cui Perseo dopo aver sconfitto un mostro marino si lava le mani nel mare dopo aver riposto la testa di Medusa su di un mucchietto di ramoscelli marini: ed ecco che questi si trasformano in coralli.

Dunque così come Lucrezio descrive il mondo fisico componendolo in frammenti invisibili e convertendolo in un sottile e leggero discorso poetico, Ovidio descrive in termini fisici ciò che esiste solo nel mito, nel mondo scritto, e gli dà corporeità e allo stesso tempo gli sottrae peso.

Inoltre, come Perseo utilizza la testa di Medusa a suo vantaggio senza guardarla direttamente, così Calvino vuole trovare un nuovo punto di vista, una prospettiva alternativa per guardare il mondo, uno sguardo che non parta dall’osservatore che ne modificherebbe con la sua presenza l’attendibilità, ma dalla cosa osservata, in modo da ricavarne un’ immagine veritiera.

L’immaginazione è quindi una funzione indispensabile all’uomo per comprendere il reale in tutte le sue possibili manifestazioni, la Visibilità e la Leggerezza di cui ci parla l’autore, sono i mezzi fondamentali che la letteratura deve utilizzare per trasmettere le immagini portatrici di significato che contribuiscono alla perpetuazione della cultura. Bisogna conservare il potere di pensare per immagini, di fare scaturire forme e colori a partire dalla combinatoria dei caratteri alfabetici, di far prendere forma alle fantasie e per conseguenza anche alla realtà, attraverso la scrittura/lettura, e dare vita alle infinite possibilità creative che attingono dal già esistente per entrare a far parte di ciò che potrebbe realizzarsi, avvicinando le molteplicità intuitive a quelle percettive.

Bibliografia:

I.CALVINO, Lezioni americane. Sei proposte per il prossimo millennio [1988], Milano, Garzanti.

M.BELPOLITI, L’ occhio di Calvino [1996], Torino, Einaudi.

A cura di M.BELPOLITI, Riga n.9, Italo Calvino, [1995] Milano, Marcos y Marcos

S.PERRELLA, Calvino, [1999], Roma, Laterza.

D.SCARPA, Italo Calvino, [1999], Milano, Mondadori.

 

 

 

 

 

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