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La società distopica: Brazil, di Terry Gilliam (1985), prima parte.

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1985 – Los Angeles Film Critics Association Awards “Miglior film” – “Miglior regista” – “Miglior sceneggiatura”

1999 – Il British Film Institute lo inserisce tra i 100 migliori film britannici del XX secolo

2008 – La rivista Empire lo inserisce all’83° posto tra i 500 migliori film di tutti i tempi

Lo scrittore di fantascienza Harlan Ellison definisce Brazil come “il miglior film di fantascienza mai realizzato”.

 

Iniziamo questa lunga retrospettiva su quello che alcuni critici indicano come il miglior film di fantascienza di tutti i tempi: Brazil, di Terry Gilliam. Abbiamo scelto il filone della fantascienza distopica, ovvero una società indesiderabile in cui pochi privilegiati sottomettono molti schiavizzati perchè lo riteniamo quanto mai attuale, uno specchio della situazione contemporanea e uno degli scenari futuristici possibili.

“Da qualche parte nel ventesimo secolo” dice la didascalia iniziale di Brazil, ma la storia che si racconta in questa tragicommedia dai toni cupi è senza tempo, o meglio attinge a diverse situazioni storiche e opere letterarie del passato, e fra tutte 1984 di George Orwell costituisce chiaramente il momento ispiratore iniziale, tanto che si era pensato di chiamarlo 1984 e mezzo. La vicenda narra di uno dei rischi perenni della convivenza tra esseri umani: la possibilità che una fetta della popolazione prenda il sopravvento sugli altri e pretenda di controllarne vita, lavoro, relazioni, desideri, sogni. Su questo aspetto onirico un regista visionario come Terry Gilliam realizza un’opera dall’ eccellente impatto visivo ed emotivo e trasporta lo spettatore in una realtà distopica grottesca e al limite del ridicolo, apparentemente perfetta, allegra e funzionale, ma in verità corrotta, sgretolata in frammenti tenuti insieme dalle apparenze, violenta e disumana.

Grazie alla cupa fotografia e all’ uso delle luci, Sam (il protagonista) viene precipitato in un universo da noir futuristico. Utilizzando il grandangolo e la posizione della macchina da presa, che spesso guarda dall’alto o dal basso i personaggi attraverso oggetti o dietro lenti deformanti, Terry Gilliam riesce a mescolare generi differenti fra loro così come fa con la canzone che è il tema principale del film, Brazil, riarrangiata in modi diversi. 

La dimensione onirica sfiora il fantasy e a questo contribuiscono le immagini dei sogni di Sam che ricordano cavalieri medioevali, fantasmi dei boschi e guerrieri giapponesi, che arricchiscono con elementi di sfarzo immaginativo un film che già di per sé ha molto di barocco proprio nell’impressione delle immagini. Il condizionatore dell’aria all’interno dell’abitazione di Sam rimanda evidentemente all’universo grottesco creato dal regista David Cronenberg, così come le macchine compenetrate ai corpi deformati, con un polmone che respira e mille tubi che sembrano viscere di un gigantesco meccanismo vivente.
Alcune scene comiche come quella della casa completamente automatica o della lotta per la scrivania ricordano la commedia slapstick britannica (Charlie Chaplin), ma non si deve pensare a questo film come ad una parodia di 1984, al contrario, gli scenari cubisti e tetri, l’atmosfera malsana e l’ esasperazione della dimensione burocratica della società rendono Brazil un film sinistro ed inquietante.

Brazil nasce dunque sulla falsariga dell’incubo orwelliano, trasformato con tocchi di umorismo in una geniale satira sulla società gerarchica e standardizzata in cui le regole fagocitano le stesse persone che le hanno create, e comunque capace di svilupparsi in modo del tutto autonomo e originale, anche perché il regista stesso ha in più occasioni dichiarato di non aver mai letto 1984. Lo spunto di partenza pare piuttosto essere stato un’immagine che continuava a formarsi nella mente del cineasta: un uomo seduto su una spiaggia nera come il carbone che, immobile, ascolta da una radio la famosa canzone Aquarela do Brasil scritta nel 1939 da Ary Barroso e dalla quale poi sarebbe scaturito il titolo definitivo.

(Continua)

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