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La società distopica. Brazil di Terry Gilliam (seconda parte)

Questo è l’articolo 2 di 2 articoli dell’inserto La società distopica: Brazil, di Terry Gilliam (1985)

 

Continua la retrospettiva sul film di fantascienza più importante degli anni ’80: Brazil.

Il Cast:

Per il ruolo principale del timido sognatore dipendente del Ministero dell’Informazione Sam Lowry fu scelto Jonathan Pryce. Dei cospiratori fa parte anche Tuttle, l’idraulico anarchico e sabotatore impersonato da Robert De Niro, che per l’occasione interpreta un ruolo tutto sommato marginale, sfuggente, ma pieno di significato. Il volto della madre di Sam, Katherine Helmond, una donna socialmente inserita e rispettata nel film, è oggetto di grottesche e sempre più estreme plastiche facciali che rappresentano la realtà esasperata dal culto dell’estetica e dall’esigenza di conformarsi a ciò che viene imposto dai mass-media.

L’ambientazione

La mostruosa città nella quale si svolge la vicenda è volutamente non identificabile, potrebbe essere la Londra o la Los Angeles di questo futuro non meglio identificato, dove anche oggetti, mobili e tecnologie di vari stili ed epoche si mescolano ingegnosamente. Tubi di ogni dimensione, materiale e colore attraversano ogni ambiente, dagli uffici ai ristoranti. All’ideazione degli ambienti collaborò il regista stesso, affidandosi poi alla professionalità dello scenografo Norman Garwood e dell’arredatrice Maggie Gray. La zona dove Sam lavora fu ricreata in un mulino abbandonato nella zona portuale dei Dockland di Londra, completamente ridipinto di grigio, mentre la spettacolare camera del “Recupero Informazioni”, dove Sam viene portato per l’interrogatorio, era in realtà una torre di raffreddamento di un impianto per la produzione dell’energia nell’Inghilterra meridionale. La scena dell’inseguimento del camion, in cui Sam e Jill sfuggono ai furgoni della sicurezza, fu girata invece a Marne Le Valle in Francia, località dove sorge EuroDisney, in un enorme complesso residenziale. Le riprese, che inizialmente avrebbero dovuto durare 20 settimane, alla fine si protrassero complessivamente per nove mesi. Molte altre sequenze di sogno erano originariamente presenti nello storyboard di pre-produzione, mostravano grandi navi volanti di pietra e vasti paesaggi di giganteschi bulbi oculari, ma alla fine non furono mai realizzate per contenere il budget.

Estetica

Il grigiore dei vestiti e dell’ambiente di lavoro dove Sam opera manifesta chiaramente il disgusto da parte del regista verso il mondo delle megacorporazioni, che possono essere sia politiche che commerciali, talmente gigantesche e labirintiche per cui alla fine si perde traccia di chi ha fatto cosa, rendendo impossibile risalire a responsabilità specifiche. Perfettamente inseriti in esse operano uomini piccoli e di per sè innocui ma che in certe circostanze possono diventare soggetti da incubo, personificazioni della pura banalità del male. Stando ad una dichiarazione di Gilliam “le paure di Brazil non stanno tanto nel fatto che il mondo possa finire fuori controllo per colpa del sistema, perché il sistema siamo noi. Il punto centrale è che il sistema non è fatto di grandi leader e di persone che attraverso macchinazioni controllano tutto, ma di ogni persona che fa il suo lavoro come un piccolo componente di tutto ciò. Sam decide di essere meno parte del meccanismo e alla fine ne paga il prezzo.” Ancor più inquietante appare la descrizione di questo opprimente regime totalitario che conduce una lotta ai suoi oppositori definendoli terroristi, ricorrendo alla falsificazione e affidandoli alle attenzioni di coloro addetti al Recupero Informazioni, che altrove probabilmente sarebbero chiamati torturatori. Così come aveva fatto Orwell nel 1948, anche Terry Gilliam si mostra in questo caso lungimirante nell’immaginare situazioni che potrebbero trovare riscontro nella realtà contemporanea o nel futuro prossimo.

A questo si contrappone l’immaginifico mondo onirico nel quale opera Sam durante il sonno, quando il suo immaginare d’essere un coraggioso guerriero nobile d’animo gli permette anche di volare alto sulle nubi. Lo scenario della vicenda abbonda di contraddizioni e assurdità ed il film stesso mescola ingegnosamente momenti cupi e tetri ad altri grotteschi e comici, spiazzando e spesso sorprendendo lo spettatore.

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