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La Traviata all’Arena, estate 2011

Il colpo d’occhio che l’Arena ogni sera offre con il suo meraviglioso pubblico e le sue splendide scenografie è davvero un ricordo che difficilmente si dimentica. La Traviata” è una delle tre opere di Verdi – insieme all’Aida e al Nabucco –  messe in cartellone nell’89° festival Arena di Verona 2011. È un’opera in tre atti su libretto di Francesco Maria Piave, tratto dalla pièce teatrale di Alexandre Dumas (figlio) La signora delle camelie”. Fa parte della “trilogia popolare” assieme a “Il trovatore” e a “Rigoletto” ed è considerata l’opera più significativa e romantica di Verdi.

La Traviata, Arena 2011
La Traviata, Arena 2011

Quest’opera è stata ben accolta dal pubblico che si è presentato numeroso ad ogni sua rappresentazione. Emozionante l’inizio dell’opera quando il pubblico sulle gradinate ha acceso le tradizionali candele che hanno così dato il via ad una splendida serata.

Una sfida difficile portare quest’opera in Arena. Sfida vinta! La scenografia di uno splendido Hugo de Ana  riesce ad evocare l’ambiente salottiero de La Traviata in uno spazio ampio qual è il palco dell’Arena. Evocativa la grande finestra, così come la gran cornice mobile posizionata al centro della scena. Le comparse, come sempre numerose e ben coordinate, hanno catturato l’attenzione del pubblico, divertito ed estasiato anche dall’esplosione di coriandoli avvenuta sulle gradinate dietro il palco.

Il soprano Lana Kos ha saputo interpretare in maniera discreta il difficile ruolo di Violetta. Un paio di incertezze hanno macchiato la sua performance che però è stata comunque apprezzata dal pubblico. Il timbro a volte era povero sugli acuti ma la potenza vocale ha in parte camuffato questa carenza. Un magnifico Francesco Demuro ha invece impersonato Alfredo Germont, mostrando una buona vocalità unita ad un buon timbro. In evidenza Vladimir Stoyanov nel ruolo di Giorgio Germont. Ottima la sua interpretazione! Una buona presenza scenica unita ad una dizione eccellente hanno permesso anche agli spettatori più lontani dal palco di apprezzare tutte le sfumature della sua voce, nonostante la difficile acustica areniana.

La direzione di Carlo Rizzi è stata vivace e piacevole. Il noto direttore d’orchestra non ha lasciato nulla al caso curando anche nei minimi dettagli la parte orchestrale. I tempi scelti erano giusti ed equilibrati, agevoli per i cantanti che hanno trovato in lui un solido appoggio nelle parti più impegnative. Buona nel complesso la prova dell’orchestra che ha saputo ben districarsi tra le pagine di questa opera così impegnativa.

Finita la serata gli applausi sono stati numerosi e sentiti da parte del pubblico, soprattutto perché l’Arena è storia, musica, magia. E tutto questo può anche far dimenticare qualche errore ed imperfezione dei cantanti, perché la musica non è solo fatta di note, ma anche e soprattutto di sentimenti.

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