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L’abito non fa il monaco, anche secondo Galileo.

Può capitare al giorno d’oggi che il nostro datore di lavoro decurti una somma dal nostro stipendio a causa di sprechi o danni arrecati all’azienda. Quando ciò avviene ce ne lamentiamo inevitabilmente e ci improvvisiamo retori che si battono per la difesa dei diritti dei lavoratori.

Potrà rincuorarvi sapere che questo sentimento non è unicamente del secolo dei ”diritti dell’uomo”.

Infatti il geniale Galileo Galilei (1564-1642) trovava spesso la sua già magra paga, ulteriormente assottigliata solo a causa del rifiuto di indossare la toga dentro e fuori dal luogo lavorativo. A tal proposito scrisse un poemetto satirico intitolato ”Capitolo contro il portar la toga” nel quale esplicava come fosse ingiusto, oltre chiaramente alla mora per lui gravante, creare queste distinzioni tra le persone, ovvero ritenere intelligente oppure no un uomo solo basandosi sulla toga di velluto o di rascia (lana grossolana) che si indossava.

Insomma fu uno dei primi a sposare l’idea che ”l’abito non fa il monaco”.

fonti: Focus Storia n°51, ”Itinerario nell’arte Moderna”

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