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Lykke Li, Wounded Rymes (2011)

 Lykke Li è una ragazza scandinava di grande talento, salita di recente alla ribalta grazie alle sue canzoni raffinate e orecchiabili e al suo incredibile fascino. E non stiamo parlando di un fascino prettamente fisico: pur essendo una bella ragazza, Lykke Li è un’artista che seduce con la personalità prima ancora che con il corpo e con la voce. E la voce, signori, è un vero e proprio strumento musicale, una carezza che sa essere velluto per il cuore, ma anche uno schiaffo quando serve. Il disco di cui parliamo, Wounded Rymes, è il suo secondo LP, uscito in Svezia nel Marzo 2011 per LL Recordings, quasi tre anni dopo l’eccellente debutto con Youth Novels (2008). Il precedente lavoro era l’album di un’artista giovane ma già matura al punto giusto per sfondare, rimasta tuttavia confinata in quel sottobosco indie che non permette alla maggior parte dei talenti contemporanei di emergere; la sua era già una musica fresca e differente, unica, ma il grande pubblico evidentemente non era pronto ad accoglierla. Avendola seguita per qualche anno tramite i suoi video improvvisati su Youtube, quasi degli happenings musicali, in cui la giovane coinvolgeva suonatori di vario genere per strada e i passanti si fermavano ad ascoltare rapiti, si poteva già intuire di avere a che fare con una musicista tosta, preparata e polivalente. Lykke Li infatti non è solo una bravissima cantante, ma è l’anima della propria band: sa suonare tutti gli strumenti, dirige, detta i tempi e impone le pause per poi trascinare tutti i propri musicisti con la sua travolgente carica ritmica. Wounded Rymes non è che la conferma dell’esplosiva verve compositiva della dolce biondina svedese: con un songwriting solido e credibile, sostenuto da una voce strepitosa, questo LP si candida come uno dei dischi pop più interessanti del 2011. Brani come Get Some coinvolgono l’ascoltatore o il fortunato fruitore della performance live ipnotizzandolo su diversi piani sensoriali: la musica e lo spettacolo visivo offerto dalle sue esibizioni si fondono in un unico meraviglioso flusso, un tuttuno armonico che sa trasportare in un universo dove tutto è migliore. La malinconica ballata Sadness Is A Blessing è sincera come l’abbraccio di un amico. Love Out Of LustI Know Places e Jerome sono brani di una delicatezza rara, che miscelano l’anima blues della cantante con influssi soul dirigendosi poi verso il pop rock più classico, ma sempre raffinato. Il disco abbonda di potenziali singoli e migliora ad ogni ascolto. Sì perchè, senza girarci intorno, possiamo affermare senza timore di smentita che stiamo parlando della migliore giovane artista del momento. E si mettano l’anima in pace i fan di Lady Gaga e simili: questo è il vero talento emergente contemporaneo. E quello recensito è un disco in cui non si riesce a trovare una sola canzone brutta. Il grande pubblico, avvezzo com’è all’acquisto (quando va bene) di cd mainstream sull’onda dell’entusiasmo dei due o tre singoli di punta, si ritrova spesso ad ascoltare brani riempitivi poco degni di nota, mentre le canzoni principali le conosce già a memoria avendole ascoltate alla radio. Invece questo è un piccolo gioiello che strega l’ascoltatore dall’inizio alla fine. Lykke Li è il presente e l’immediato futuro dell’indie pop contemporaneo. Tutti coloro che vogliono fare buona musica dovrebbero imparare da lei. Voto 8 su 10.

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Lykke Li, Wounded Rymes (2011), 4.6 out of 5 based on 5 ratings

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