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Si va verso un governo Monti. Reazioni politiche e delle borse.

Sembra sempre più probabile l’ipotesi di un governo tecnico presieduto dall’economista Mario Monti. Ormai è l’unico nome che si vocifera e ieri l’incarico di “senatore a vita” ricevuto da Napolitano sembra la metafora dell’appoggio che Monti gode presso il Presidente della Repubblica che, ricordiamo, avrà il compito di decidere se affidare o meno l’incarico a un governo tecnico.

GOVERNO MONTI?

FAVOREVOLI. Oltre all’apprezzamento di Napolitano, Monti godrebbe dell’appoggio di Pd e Terzo polo, di Berlusconi e di una parte del Pdl. Era notizia di ieri che Berlusconi spingesse per una nuova tornata elettorale; tuttavia, stamattina sembra aver virato verso la fiducia a Monti. Dopo il confronto con parte del Pdl a Palazzo Grazioli, in cui si è discusso dell’appoggio dell’ormai ex-maggioranza a un eventuale governo presieduto dal tecnocrate, avrebbe ammesso che la scelta di Monti sarebbe ineludibile. Questa decisione sarebbe motivata dal fatto che la situazione economica italiana sia grave, chiedendo agli alleati di decidere in fretta.

Tuttavia, non tutto il Pdl sarebbe d’accordo con Berlusconi, specialmente gli ex An: si profilerebbe una spaccatura nel partito. Frattini si dimostra favorevole affermando: “Sarei prudente nell’invocare un ricorso immediato alle urne, precipitando il Paese in tre mesi di campagna elettorale con lo spread che vola e il nostro indebitamento che sale”, e su Monti “Ha una caratura internazionale che nessuno può disconoscere”.

Sel è favorevole a un governo di emergenza, ma che sia a tempo, per restituire la parola agli italiani con il voto.

Monti incasserebbe fuori dal Parlamento anche la fiducia di Famiglia cristiana: “Mario Monti ha tutte le carte in regola per rassicurare i mercati e sconfiggere il leviatano della speculazione, liberandoci dal podestà“. Fiducia che arriverebbe anche dalla Mercegaglia (Confindustria).

CONTRARI. Contraria a questo tipo di governo sarebbe la Lega Nord. Bossi ha detto ai giornalisti che sarebbe “contento di andare all’opposizione” e Maroni aggiunge: “Se il presidente della Repubblica Napolitano darà l’incarico di formare il governo a qualcuno, come Mario Monti, che non fa parte della maggioranza uscita vittoriosa dalle elezioni del 2008, la Lega non lo sosterrà e passerà all’opposizione”.

Sfavorevoli, come detto prima, anche alcuni deputati del Pdl, in primis molti ex An. Anche il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maurizio Sacconi si dice contrario.

Interessante la situazione dell’ Idv. “Idv dice no a questo governo tecnico, non gli voteremo la fiducia e ne staremo fuori” è il giudizio di Antonio Di Pietro, che aggiunge: “Si paventa un governo che risponde al sistema bancario, al sistema finanziario e addirittura a quello della speculazione. Non è il sistema degli interessi dei cittadini italiani che non sono fatti dalle banche”. Tuttavia sul sito web di Di Pietro fioccano le polemiche dei suoi fan: E’ meglio che ora vada un governo tecnico. Se lei appoggerà questa tesi bene, altrimenti non la potrò più votare”; “Ora non è più il momento di fare ostruzionismo è tempo di collaborare. L’Italia è agli sgoccioli e noi cittadini ne abbiamo abbastanza di queste lotte parlamentari inutili”, sono solo alcuni dei post lasciati.

 

BORSA. Piazza Affari di Milano è la migliore d’Europa e vola sopra il 2,7%, trainata dalle previsioni positive di apertura di Wall Street e dalla fiducia in un eventuale governo tecnico. In serata la chiusura è su un +0,97%.

Si abbassa sotto i 500 punti anche lo spread Btp-Bund, tuttavia la Ue fa sapere che l’Italia difficilmente raggiungerà il previsto pareggio di bilancio nel 2013, cosa che ha appunto fatto diminuire il guadagno della borsa. In serata lo spread è salito a 513 con un rendimento di interessi del 6,087% (contro il 3,570% di un mese fa).

Se L’Italia fallisce, fallisce l’euro“, ha dichiarato a Bloomberg Nicholas Spiro, direttore generale di Spiro Sovereign Strategy a Londra.

Infine, il presidente americano Obama è fiducioso sull’Italia: “L’Italia non è la Grecia, è un Paese grande, è un Paese ricco: Atene ha realmente un problema di solvenza, il vostro, invece, è più di liquidità”.

 

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