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Ciao Enzo, e grazie di tutto

 

Enzo Biagi, il giornalista degli italiani

Enzo Biagi, il giornalista degli italiani

Ciao Enzo…
Sono passati 4 anni da quando tu non ci sei più.
E sono tanti Enzo, ci manchi, mi manchi…
Eri e sei ancora oggi Il giornalista degli italiani, di quelli veri però, di quelli che volevano e vogliono la libertà. Eri un Giornalista, e non uno schiavo che scriveva in onore “dei signori del vapore”.
Forse non lo sai, ma ti hanno rubato il posto nel programma del dopo Tg1. “Il Fatto”, il miglior programma giornalistico dei primi 50 anni della Rai è stato sostituito da “Radio Londra”, insignificante. Ma non posso dirti altro Enzo, perché se critico troppo mi denunciano ed i soldi per un avvocato io non li ho, di questi tempi c’è una crisi finanziaria terribile. Ed è sempre colpa loro, dei signori del vapore. Migliaia di italiani non riescono ad arrivare più a fine mese, eppure i nostri governanti dichiarano all’Europa e al mondo che in Italia non c’è crisi, perché i ristoranti sono pieni e i consumi non sono in calo. Insieme ai nostri soldi, anche la democrazia ha preso il volo.
Ho sempre pensato e scritto che il giornalismo è la forma più diretta di democrazia che un popolo possiede, e, quando guardo al giornalismo italiano capisco davvero, con estrema amarezza, che la democrazia italiana è morta. I giornalisti veri sono morti.
Mi guardo intorno e mi chiedo incredulo dove sono finiti gli anni ruggenti delle grandi firme di Biagi, Montanelli, Bocca? Dove sono le loro penne infuocate di verità? Dove i loro fogli “scomodi”? Dove il Giornalismo e i giornalisti.
I grandi giornalisti di oggi non scrivono notizie, le urlano, cercano il clamore. E chi vuole diventare giornalista ha sempre di più  manie di grandezza e poco senso della democrazia.
Di  giornalisti veri ormai ce ne sono sempre di meno, ma puoi trovare ovunque “servi” pronti a scrivere di tutto pur di compiacere il potente. Anche il Tg1 non è più quello di una volta. È solo il telegiornale del governo. Niente più direttori alla Biagi.
Mi manchi Enzo, perché è grazie a te che io scrivo, ed è grazie a te che ho iniziato a pensare in maniera diversa, è grazie a te che spero ancora in un’Italia migliore.
“Il Ritaglio” ti deve molto. Io ti devo molto. L’Italia ti deve molto.
Mi sentivo un rivoluzionario quando leggevo i tuoi libri stupendi, pieni di verità, orgoglio, dignità.

Enzo Biagi con Indro Montanelli

Enzo Biagi con Indro Montanelli

Che qualità rare che avevi.
Ho iniziato a capire cosa era davvero l’Italia, leggendo le tue parole, così dirette e sincere. Ho capito chi era davvero Berlusconi, e ho capito davvero che tu eri un partigiano di nascita, un Giornalista di razza pura, un italiano che amava la propria patria e non riusciva più a sopportare tutto lo schifo che lo circondava. Eri il grande Enzo Biagi.
Ma ti hanno sostituito Enzo, e non ci sarebbe nulla di male, me lo diresti anche tu che la vita va avanti e bisogna riempire i vuoti lasciati. Ma tu non sai che al tuo posto ora non c’è altro che un puntino nero, uno studio costoso e nulla più.
Parole. Servilismo. Promesse.
Maledetto editto bulgaro.
Maledetta ignoranza.
Maledetto…
Noi però ti ricordiamo sempre Enzo.
Grazie Enzo per tutto quello che hai fatto. Hai sempre resistito nella tua vita, prima al fascismo, poi al berlusconismo.
Sei simbolo di libertà, e tu sai quanta poca c’è ne ai giorni d’oggi nel nostro Paese.
Sei il grande Enzo…
A presto…

« Ho sempre sognato di fare il giornalista, lo scrissi anche in un tema alle medie: lo immaginavo come un “vendicatore” capace di riparare torti e ingiustizie […] ero convinto che quel mestiere mi avrebbe portato a scoprire il mondo »

Enzo Biagi, “Era ieri”

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