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Festeggio il tenue sapore di dignità riacquistato

“E’ la prima mattina senza Berlusconi. Non credo che le cose cambieranno economicamente parlando, saremo sempre noi “normali” cittadini a pagare il prezzo più alto dei  sacrifici che dovranno per forza essere fatti. Ma almeno, questa mattina, non mi vergogno così tanto di essere rappresentato da un uomo bugiardo e volgare, che non ho neanche votato e non mi ha mai rappresentato.”

(English version)
 

È forse il mio ultimo editoriale in cui Silvio Berlusconi ricopre il ruolo di protagonista. Dico forse, e sinceramente lo spero vivamente, perché se dovesse tornare come attore principale, sarebbe davvero la fine dell’Italia. Caroselli, manifestazioni e festeggiamenti hanno sancito la fine del ventennio Berlusconiano, e con esso tutte le vergognose umiliazioni che il popolo italiano ha dovuto subire.
È uscito ed entrato al Quirinale da un’entrata secondaria, come il peggiore dei ladri e dei truffatori. Molti hanno detto che questo suo
comportamento è stata l’ennesima riprova della sua indole “ladresca”. Ma io credo anche che Silvio, sabato, aveva semplicemente paura della folla che lui ha deriso ed umiliato per anni. Ironia della sorte lui era conscio che, in quella folla, probabilmente c’erano molti dei suoi ex elettori arringati e ammaliati dalle sue parole, e adesso in cerca di redenzione eterna dopo le proprie malefatte mal celate. La sua epopea è molto simile a quella mussoliniana: scende in campo come salvatore della patria, osannato dalle genti, deposto e “fucilato”
senza troppi convenevoli, dai suoi più fedeli servitori. La gente lo acclama come eroe della patria per poi scaricarlo quando le cose vanno male e accogliere “i liberatori” che famelici si avvinghiano sulla preda. Un atteggiamento italiano molto comune, una “piazzale Loreto” del terzo millennio che si, ci libera da un dittatore etico-sanguinario, ma ci spedisce dritti in una dittatura, avvenuta grazie ad un colpo di stato economico, voluta dell’Europa.
È infatti finita, ma non cambierà molto per le famiglie italiane che incontreranno sempre di più difficoltà finanziare causate da questa forte crisi economica che sta scuotendo tutto il mondo. Il governo tecnico presieduto da Monti ha già fatto capire che saranno tempi di “lacrime e sangue”. Peccato che le lacrime e il sangue saranno solo di gente come i miei genitori che per mantenere una famiglia fanno mille sacrifici. Gli intoccabili resteranno tali, anche perché iniziano a puzzare sempre di più di marcio e di vecchio.
È finita, ma per sicurezza continuerò a dichiararmi antifascista ed antiberlusconiano per ancora qualche decennio, non si sa mai!
Mi dicono che “non c’è nulla da festeggiare perché si passa da una padella all’altra.”E in realtà hanno quasi ragione tranne che per una cosa: io festeggio il tenue sapore di dignità che da oggi ho riacquistato. Quando andrò all’estero non potranno più dirmi “Berlusconi era il tuo presidente del consiglio”, perché come tutti sappiamo rivangare il passato di certo non conviene a nessun popolo, e Silvio oramai è acqua passata per l’Italia. Da sabato non dovrò più cercare di spiegare nel mio inglese quasi nullo che B. non è mai stato il mio rappresentante perché io non l’ho mai votato. Me lo hanno imposto altre persone, ho dovuto subire uno “stupro” politico/morale solo perché non avevo ancora l’età per andare a votare . Ma oggi è tutto finito, ed io festeggio per questo. Anche se un atroce dubbio continua a tornare nella mia mente: come mai Silvio è stato eletto poco più di tre anni fa, ed in questi giorni invece la maggior parte degli italiani lo voleva deporre? In questi ultimi tre anni alla fine non ha fatto altro che confermare le sue porcherie che ci sono sempre state, e tutti sapevano e tacevano! Perché questo improvviso moto di repulsione nei suoi confronti? In un’ondata collettiva di buon senso e coscienza civica non posso crederci, perché pochi popoli ne sarebbero capaci, e di certo gli italiani non sono tra quei pochi. Il dubbio resta, e chi ha prima ha votato Berlusconi e poi lo ha cacciato dovrebbe farsi un esame di coscienza. Soprattutto per il fatto che lo ha votato. Ed è così
che si conclude il “ventennio berlusconiano”, che di nero non aveva solo la notte e le camicie.

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