Tav, pendolari e maleducazione: il mix vincente di un’Italia allo sbando Reviewed by Momizat on . Oggi volevo parlare di un argomento che il nostro blog non ha mai trattato. Venerdì, dopo aver trascorso la mattina a Verona, dovevo tornare a casa per andare a Oggi volevo parlare di un argomento che il nostro blog non ha mai trattato. Venerdì, dopo aver trascorso la mattina a Verona, dovevo tornare a casa per andare a Rating:
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Tav, pendolari e maleducazione: il mix vincente di un’Italia allo sbando

Oggi volevo parlare di un argomento che il nostro blog non ha mai trattato.
Venerdì, dopo aver trascorso la mattina a Verona, dovevo tornare a casa per andare ad un convegno per scrivere un articolo. Così ho preso il treno delle 14:42 che parte da Verona e arriva a Legnago. Arrivando in anticipo di 20 minuti vedo che il treno è già strapieno: nel corridoio c’è appena appena un po’ di spazio e riesco ad infilarmi senza procurare grossi fastidi alle altre persone.
Informandomi, essendo io molto curioso, scopro che il treno di prima che doveva fare lo stesso tratto, precisamente quello delle 13:57 era stato soppresso e il treno attuale contava una sola carrozza, diesel.
Morale della favola: una littorina doveva cercar di contenere l’equivalente di due treni in orario di punta! Infatti tutti gli universitari e dipendenti che lavorano in ufficio tornano a casa proprio in quell’orario essendo venerdì.
Il pensiero, per quanto banale, è subito andato alla Tav: perché cavolo costruiscono un treno superveloce se poi milioni di pendolari
devono soffrire come sardine in un treno? Non è infatti raro che sopprimano i treni sulla linea Verona-Modena senza dichiarare il motivo e senza mettere un servizio sostitutivo.
Prima riflessione: soldi sprecati per una linea sola mentre centinaia di linee cadono a pezzi.
A pochi minuti dalla partenza il delirio: la gente cerca di salire sul treno anche se il posto è ormai finito. Non entra più neanche un pacco di fazzoletti! Spintoni, nervosismo, parolacce. Arrivano gli addetti alla sicurezza che cercano di far sistemare al meglio le persone sulla povera carrozza solitaria. Alcune persone iniziano a soffrire di claustrofobia a causa del poco spazio. Una quarantina di persone non riescono a salire. Una signora si butta dentro come una kamikaze.
Gentilmente le faccio notare che non c’è più posto e lei seccamente mi risponde: “Devo andare a lavorare io!” Con altrettanta gentilezza le faccio notare che anche io sto tornando a casa per andare a lavorare.
Lei mi guarda e, forse vedendo che sono giovane, mi risponde con infinita arroganza: “Non credo proprio!”
In quella signora vedo il secondo grande problema dell’Italia e della Tav: l’egoismo.
Nasce così la seconda riflessione:  la signora e la linea veloce Torino-Lione sono il simbolo dell’atteggiamento della casta
politica italiana- Prima si pensa a se stessi e poi agli altri. In un Paese di facciata democratica come l’Italia gli interessi personali vengono prima di tutto.
Terza riflessione: i giovani contano meno di zero.
Se  sul treno ci fosse stato posto solo per una persona, e sia io che la signora fossimo stati in procinto di salire, lei lo avrebbe reclamato perché “doveva andare a lavorare” ed un giovane come me sicuramente non lavora o almeno non è importante come lei.
Anche il governo ci sta distruggendo il futuro: pensioni ad età sempre più alte, più facilità nei licenziamenti, meno incentivi ai giovani.
Ed è così che la Tav, con i suoi miliardi sprecati, la maleducazione, dei politici e di chi li “imita” rovinano quel poco d’Italia rimasta e comprimono sempre di più i poveri pendolari.
I giovani invece possono anche non essere considerati: non sono importanti per questa società.
Il treno parte e sembra ansimare. Lentamente si avvia sui binari. Ultima riflessione prima di scendere alla mia fermata e respirare aria pulita: l’Italia è una piccolissima locomotiva, proprio come questa littorina che mi ha trasportato verso la mia meta. Ma purtroppo l’Italia non si muove, neanche con fatica: resta sempre ferma alla solita stazione.

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Commenti (11)

  • Francesco Tegani

    Sulla situazione di trenitalia avrei da fare un comizio di ore dallo schifo che provo. Ma non è questo il punto. Io non sono contrario alla TAV, senza quella probabilmente si resta tagliati fuori ancora di più dal resto d’Europa. I verdi che protestano in Italia, per giunta, non sono compresi dai francesi. Infatti hanno detto in Francia: ma perché in Italia non vogliono una cosa senza la quale restano indietro?

    Il problema per me è un altro. Si dà (giustamente) importanza alla TAV, l’alta velocità con i suoi frecciarossa, argento e arcobaleni vari. Sono i treni del futuro, la punta di diamante di un’ingegneria italiana e di uno spirito di miglioramento che non devono essere soffocati. Ma la stessa importanza non si dà ai treni quotidiani, quelli dei lavoratori di fascia media e medio-bassa, agli studenti e ai pensionati: quei treni non frequentati dai business-men. Le frecce di trenitalia non sono soggette a scioperi (ricordiamo che i sindacati un tempo difendevano i lavoratori, ora sembra il contrario) e le spese di questa tecnologia sono fatte ricadere sui regionali dei pendolari: abbonamento Nogara-Verona P.N. 38,22 € nel 2006, 51 € e rotti nel 2011.

    Per quanto riguarda l’egoismo, secondo me la questione è chiara. Manca la cultura e prevale l’ignoranza. E quella è colpa della scuola che non funziona. O meglio, di chi non la fa funzionare (o non vuole che funzioni).

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  • Anna Gatto

    I pendolari sono trattati peggio degli animali dalle Ferrovie dello Stato, i treni regionali puzzano, sono vecchi e fanno veramente schifo. Neanche io sono contro la TAV anche se trovo normale che gli abitanti della valle protestino, è sempre stato così per le novità. Però mi domando perchè il biglietto del treno continui ad aumentare (peschiera -milano nel 2008 costava 7 euro e 80, ora 9 e qualcosa) e i servizi sono peggiorati!Questo succede perchè non c’è concorrenza per le Ferrovie dello Stato. I pendolari non possono fare sciopero.Vogliamo parlare dell’arroganza dei controllori? se lavorassero in un’azienda privata circa metà verrebbe licenziata.Io sono stanca di dare soldi a certa gente che non ha rispetto per le persone.Salire su un treno che puzza da carro bestiame, non vietare che la gente mangi il panino del mec (lasciando un odore schifoso), si tolga le scarpe, o stia al telefono urlando per tutta la durata del viaggio o altre cose che possano i infastidire gli altri,tutto questo è non essere civili.Dobbiamo imparare tanto dal nord europa. Noi italiani siamo davvero maleducati, in metro a Milano c’è gente che urla che si spinge che parla a voce alta al telefono, se la metro è piena ti spingono perchè vogliono passare, perchè loro sono dei Milanesi doc e lavorano, invece tu no, studentessa fannullona. Che schifo.

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    • Francesco

      Sono sinceramente incuriosito dalla tua affermazione: “Dobbiamo imparare tanto dal nord europa.” Nella mia vita sono uscito poco dall’Italia e quando l’ho fatto possedevo una maturità troppo superficiale per interrogarmi su come si vive il mondo dei trasporti all’estero, dato che questo è l’argomento dell’articolo. Mi pare, considerando la tua frase, che tu possegga una consapevolezza maggiore della mia e dunque sarei davvero interessato a saperne di più. ^^

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      • Francesco Tegani

        Nel nord europa non mi sembra una novità che ci sia più educazione e rispetto, è una cosa molto risaputa:treni puntuali (con il gelo, cosa impensabile in italia), più pulizia nei luoghi pubblici, welfare state avanzato, ecc..Beh non c’è bisogno di girare l’europa per saperlo! Basta guardare la tv, informarsi, oppure… osservare quando vengono in Italia tedeschi olandesi e compagnia.
        Bambini che non schiamazzano, genitori che insegnano ai figli a gettare le cartacce nel bidone rimproverando il fatto che l’avessero buttata a terra (scena vista da me), pagano il biglietto dell’autobus, non urlano sui treni.
        Il tuo stile mi è parso però volutamente provocatorio. Qualcosa ti ha urtato?

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      • Anna Gatto

        Non capisco la tua curiosità, non ho affermato nulla di tanto sconvolgente. Se sei stato anche solo una settimana a Londra ti dovresti essere accorto. Sì, sinceramente a me piace viaggiare, come esperienza quotidiana di lungo periodo ho avuto Berlino. Treni puntuali, tram e metro anche, passano ogni 2 minuti. C’è la metro sopraelevata che in un’ora gira tutta la circonvallazione di Berlino.Le periferie sono servite tanto come il centro, si raggiungono gli aeroporti in metro tranquillamente (sono anche a 30 km dal centro). Il rispetto e la convivenza pacifica tra diverse culture, è questo che mi ha fatto innamorare di quella città, a parte il fatto che è una città giovane che non ha paura di diventare espressione del mondo giovanile. Ti do un consiglio, viaggia di più, cerca di conoscere di più posti diversi dall’Italia. Magari con meno arroganza.

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  • Francesco

    Che strano… ho dovuto cambiare l’IP e il MAC adress per poter commentare. Mi domando se non c’entri anche un fatto di limite dei caratteri per il commento. Nel qual caso, vorrei sapere a quanto corrisponde. ^^

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  • Paolo Basaglia

    Il problema dei treni dei pendolari è un problema annoso,ma usare questo fatto in modo strumentaleper attaccare un’opera importante per tutto il Nord Italia come la TAV transpadana è, con tuttoil rispetto, bassa macelleria giornalistica.

    Venite a leggere le giuste ragioni del TAV su:

    https://www.facebook.com/PRO.TAV?sk=wall

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    • Ruben Mattia Santorsa

      Con tutto il rispetto, anche io ero favorevole alla Tav, finché non ho dovuto sopportare sulla mia pelle insulti, pestoni e viaggi massacranti solo per poter raggiungere il mio posto di lavoro e studiare. Aggiungo inoltre che a favore di queste “dannate” linee veloci hanno soppresso un sacco di regionali, e sono quindi costretto a partire ad ore assurde, con gente ammassatanel corridoio, mentre gli eurostar sono spesso mezzi vuoti. Poi accetto la sua critica senza nessun problema: sono un buon macellaio/giornalista, però sicuramente non stumentalizzo le cose, ma, purtroppo, le vivo sulla mia pelle.

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