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Un cattivo uso di facebook

Facebook, uno dei social network più usati assieme a twitter,  è spesso usato come strumento per creare nuove relazioni tra le persone… o per rovinare le relazioni già esistenti.

All’apparenza non ha nulla che non va: permette di metterci in contatto con gente lontana, ritrovare amici d’infanzia o persone incontrate all’estero. Nulla più di facebook fa viaggiare in modo veloce le informazioni ed i pensieri da un capo all’altro del pianeta e ha quindi senza dubbio una potenza immane. Sarete d’accordo con me sul fatto che ogni cosa o persona potente detiene una grandissima responsabilità da gestire al meglio: se ciò non avvenisse, tutto, anche la potenza stessa, tenderebbe a degradare e crollare.

Facebook è potente, ma in quanto non dotato di una mente, o almeno per fortuna non ancora, può essere considerato semplicemente uno strumento nelle nostre mani: una specie di oggetto da usare nel giusto modo, per non ferire e non esserne feriti. Siamo quindi noi ad averne responsabilità attribuibili solo e solamente a noi stessi.E’ dunque da troncare di netto, ad esempio, il dibattito sulla privacy riguardante facebook: gli utenti sanno con cosa hanno a che fare e sanno anche come va il mondo odierno. Devono quindi sapere che hanno in mano un oggetto pericoloso, quale è facebook, che come tutto ciò che è su internet può essere violato da menti perverse o può non funzionare. La responsabilità, quindi, è esclusivamente degli utenti, che sono tenuti a fare buon uso dell’oggetto.

Senza portarci nei casi estremi di violazione della privacy che hanno sconvolto gli Stati Uniti negli ultimi anni, osserviamo la questione relativamente in piccolo, e dico relativamente perchè, benchè presa in piccolo, essa presenta una grande quantità di riflessioni in materia. Iniziamo con il chiederci cosa voglia dire fare un buon uso di facebook, poiche è un concetto estremamente relativo. Farne un buon uso significa utilizzarlo con le migliori intenzioni possibili tenendo sempre conto che basta veramente poco per passare da un uso “umano” e dignitoso del social network ad un uso “disumano” e senza alcuna dignità. Far circolare informazioni su di sé per farsi riconoscere da vecchi amici o lontani conoscenti e riprendere i contatti è umano, (perfino Aristotele sosteneva che l’uomo avesse bisogno di comunicare con i suoi simili, in quanto animale politico, e questo è un moderno mezzo che aiuta molto i contatti tra le persone), ma far circolare informazioni sugli altri per disprezzarli o demolirli non è dignitoso e assolutamente disumano.

E’ inoltre da notare, che ciò non solo è spregevole, ma è anche punibile dalla legge. Ed ecco che il cerchio si chiude e, chi ha usato male il potere che aveva nelle sue mani, ne esce penalizzato. Certo, forse sarete portati a pensare che, buttando un occhio su come vanno le cose in Italia, una denuncia per diffamazione o è ignorata o cade in prescrizione a causa dei tempi biblici della nostra giustizia. In entrambi i casi però rimane all’ “utente disumano” un grande conto in sospeso, che paga forse non rendendosi conto della causa.

Pian piano, infatti, le persone scoprono cosa è capace di dire un utente “disumano” e quanto egli sia capace di odiare ed ecco che si rimane un po’ sospettosi sul fatto che i rapporti con questo utente nella vita reale siano falsi e pieni di insidie. Questi utenti sono fabbriche, grandi o  piccole, di frasi inquinanti, brutte, rancorose, che fanno sentire chiamato in causa chiunque le legga, e che creano un clima grigio e soffocante. Sono fabbriche terribili perchè “producono” di nascosto, nell’eterna notte virtuale, generando saette taglienti nel buio, che fanno male e creano un’orribile sorpresa a chi le legge, il quale è portato come me a una continua lotta contro questi, all’apparenza piccoli, abusi virtuali.

Mi rivolgo per concludere a tutti gli utenti “umani” e “disumani”: riflettete attentamente prima di usare facebook e continuate a chiedervi cosa succederebbe nella vita di tutti i giorni se pronunciaste, davanti a ogni amico che avete su facebook, le frasi che dite sul social network.

Ricordate che il vero riscontro di ogni vostra azione, anche di quelle avvenute virtualmente, si ha nella vita reale, di tutti i giorni.

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