L’Italia agli occhi del mondo: il caso Comitini Reviewed by Momizat on . Comitini (AG), Sicilia. Un paese di 977 abitanti, con una manciata di strade e nessun problema di traffico. Eppure si contano un vigile a tempo pieno e ben otto Comitini (AG), Sicilia. Un paese di 977 abitanti, con una manciata di strade e nessun problema di traffico. Eppure si contano un vigile a tempo pieno e ben otto Rating:
Home » Economia » L’Italia agli occhi del mondo: il caso Comitini

L’Italia agli occhi del mondo: il caso Comitini

Comitini (AG), Sicilia. Un paese di 977 abitanti, con una manciata di strade e nessun problema di traffico. Eppure si contano un vigile a tempo pieno e ben otto ausiliari pagati 800 euro al mese per venti ore lavorative alla settimana. Per un totale (solo per gli otto ausiliari) di 6.400 € al mese. “Lavori come questi hanno mantenuto viva questa città”, ha detto Caterina Valenti, 41 anni, un’ ausiliaria che con due colleghi, tutti in servizio, è a bere il caffè nel bar del paese in un caldo pomeriggio. “Vede, qui siamo al bar, sosteniamo l’economia in questo modo”. Mentre l’inviata compie l’ intervista, nella piazza principale si radunano molte persone: è il matrimonio di un membro del consiglio comunale. Le macchine sono rigorosamente parcheggiate in divieto di sosta. La signora Valenti ed i suoi colleghi non sono molto propensi a dare multe. “Cerchiamo di evitarle”, dice. “E ‘una piccola città, ci si conosce tutti.”

Questa la denuncia fatta da “The New York Times” recentemente. In un periodo in cui l’Italia fa vacillare l’Europa e la sua moneta (seppur in buona compagnia di Irlanda, Spagna, Portogallo e la ben nota Grecia), in cui il governo Berlusconi promette una nuova manovra di risanamento, in cui la spesa pubblica ha fatto salire il debito pubblico al 120% del PIL, queste sono le notizie che percepiscono gli americani del nostro paese.

Ma c’è di più. La giornalista prova ad analizzare cosa c’è dietro a queste assunzioni forse troppo “generose”. E intervista  Stefano Micossi, economista e direttore di Assonime, un gruppo italiano di ricerca aziendali: “Ho grossi dubbi sul fatto che le nuove misure di austerità siano sufficienti, i meccanismi che hanno portato a tali spese non sono cambiati.
“Il punto critico – ha aggiunto – è stato il settore pubblico. E’ ‘inefficiente e corrotto. Ma la corruzione è nata nella politica e politici non vogliono cambiare. “

L’origine viene spiegata nei governi della Democrazia Cristiana, dal dopoguerra alla fine degli anni ’80. Secondo questa “inchiesta”, i governi DC promuovevano assunzioni nel settore pubblico del Sud  in cambio di voti, sistema che proseguirebbe anche nel governo Berlusconi. Finché l’economia era in espansione, la cosa ha funzionato, ma ora tutto ciò viene visto all’estero come la peggior minaccia al risanamento dei conti italiani.

 

Fonte: The New York Times. http://www.nytimes.com/2011/09/15/world/europe/italy-austerity-plan.html?scp=9&sq=italy&st=cse

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su