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L’ascesa di Ottaviano e l’ombra di Livia

Questo è l’articolo 2 di 3 articoli dell’inserto Intrighi alla Corte Augustea

il 17 Marzo del 44 a.C., a soli due giorni di distanza dall’uccisione di Cesare, Marco Antonio nel foro,davanti al popolo infuriato per questo omicidio, estrae il testamento, forse falso, e, leggendolo, dichiara che è il popolo romano stesso il legittimo erede di Cesare.

Ma a breve si scopre che esiste un  altro erede legittimo, Cesarione, figlio avuto da Cleopatra (ma la paternità è messa in discussione dal momento che si vociferava che il grande condottiero e politico fosse sterile, macchia gravissima per il bravo civis romanus che doveva ”produrre” futuri uomini dediti allo stato); inoltre si viene a sapere che Cesare aveva adottato il figlio della sorella, allora solo diciassettenne: Gaio Ottaviano che in quel tempo stava studiando in Grecia.

Il giovane Ottaviano torna così a Roma reclama il nome del padre: Gaio Giulio Cesare Ottaviano e declama in Senato la leggittimità della propria eredità destando inevitabilmente l’ira i Marco Antonio.

Dopo svariate alleanze (tra  cui il primo vero triumvirato, istituito con Marco Antonio e Lepido il 27 Novembre del 43 a.C.), gurre, omicidi (quello dei cesaricidi) e trattati (quello di Brindisi del 40 a.C.), nel 38a.C.  Ottaviano, già sposato con Ottavia, sorella di Marco Antonio, si innamora, o così pare, di Livia che incontra alla ”festa dei dodici”,festa delle didici divinità olimpiche. Questa donna, appartenente a una famiglia aristocratica, era gravida e sposata con Tiberio Claudio.

E’ lei che, a parere di molti storici, gestisce le fila delle decisioni di Ottaviano. E’ la figura femminile che era mancata a Cesare e a Silla, una persona ”ingombrante”, decisa, determinata, con pochi scrupoli. La storia del colpo di fulmine tra i due è poco credibile, più probabilmente si trattò di un freddo calcolo.

Infatti a Roma la donna poteva esprimere il proprio rango attraverso tre cose: i gioielli, gli abiti e i figli. Sono proprio i figli a essere utilizzati come strumento di autoaffermazione personale da queste donne. Livia  ‘sfrutterà” la sua prole, e così faranno le figure femminili che seguiranno utilizzeranno la seduzione e i figli per farsi strada nella corte imperiale e nella Storia.

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