Gabriele Evangelista: emozioni jazz Reviewed by Momizat on . Gabriele EvangelistaGabriele Evangelista è uno dei jazzisti più richiesti e più solidi nel panorama nazionale. In fondo a questa intervista troverete il suo cur Gabriele EvangelistaGabriele Evangelista è uno dei jazzisti più richiesti e più solidi nel panorama nazionale. In fondo a questa intervista troverete il suo cur Rating:
Home » Interviste » Gabriele Evangelista: emozioni jazz

Gabriele Evangelista: emozioni jazz

Gabriele Evangelista
Gabriele Evangelista

Gabriele Evangelista è uno dei jazzisti più richiesti e più solidi nel panorama nazionale. In fondo a questa intervista troverete il suo curriculum.

I tuoi studi possono essere definiti “classici”: diplomato a soli 18 anni con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore presso l’istituto musicale “P.Mascagni” di Livorno, collaborazioni con importanti orchestre quali “l’Orchestra giovanile italiana di Brema”, 1° premio nelle borse di studio della prestigiosa accademia di Fiesole. Da dove nasce questa tua passione per il jazz?

Questa particolare passione nasce circa dieci anni fa. Mi trovavo a passeggiare per Livorno durante una delle manifestazioni più importanti che si svolgono nella città quando mi  sono imbattuto in un concerto di jazz con musicisti della zona, tra i quali Stefano “Cocco” Cantini (gli altri non ricordo chi fossero). Il concerto era dedicato a Miles Davis (era il decimo anniversario dalla morte); rimasi così tanto affascinato da quel linguaggio che i giorni successivi mi procurai dei dischi di Davis e capì che avevo un mondo da scoprire. Penso sia stato questo il mio primo vero contatto con il Jazz. Da quel momento gli studi classici, che ritengo tuttora fondamentali, quasi imprescindibili, furono affiancati da questa passione per il jazz che inizialmente era una sorta di diversivo ludico, ma che poi assunse sempre più importanza all’interno del mio percorso artistico musicale.

 – Come mai hai scelto di studiare proprio il contrabbasso?

I miei genitori mi inscrissero da bambino a un corso di propedeutica musicale presso L’Istituto “P. Mascagni” a Livorno. Era un bellissimo corso: si giocava con tutto ciò che riguardava l’infanzia in relazione alla musica. Arrivò quindi il momento di scegliere uno strumento in vista dei corsi effettivi in conservatorio. Ci vennero presentati vari strumenti e quando fu la volta del contrabbasso rimasi impressionato dalla grandezza, ma allo stesso tempo dalla misteriosità e dalla profondità del suono. Se ci si immagina la vista e l’ascolto del contrabbasso dal punto di vista di un bambino tutte queste sensazioni risultano amplificate. Decisi quindi che sarebbe stato il mio strumento.

– Ad appena 23 anni hai già collaborato con i più grandi artisti di musica classica e jazz quali Holliger, Enrico Rava, Roberto Gatto. Cosa ha significato per te lavorare con questi personaggi così importanti e famosi?

Suonare con personaggi di questo calibro è estremamente formativo nonché gratificante. Oltre che sul piano artistico è molto bello confrontarsi con loro sul piano umano. Quando Enrico Rava racconta aneddoti relativi al suo passato rimango sempre affascinato anche se magari non è la prima volta che lo sento raccontare. C’è quell’aura di poesia e saggezza in questi personaggi che inevitabilmente ti affascina e ti fa amare la vita e la profondità che si può raggiungere vivendola. E’ una lezione bellissima. Non c’è bisogno di dire quanto sia fondamentale per la mia crescita artistica condividere il palco con loro: ogni suono o frase ha un gran peso, si percepisce il vissuto dell’artista e ciò è di vitale importanza in una società superficiale come quella odierna.

– Nonostante tu non sia più una promessa per il futuro ma una solida certezza per la musica jazz italiana lo studio costante e un duro lavoro ti accompagnano durante le tue giornate. Come fai a trovare il giusto equilibrio tra vita privata e musica?

Tu dai per scontato il fatto che abbia trovato un equilibrio, in realtà come per tutte le cose la ricerca di quest’ ultimo  è continua: è molto difficile
riuscire a trovare gli spazi e la concentrazione giusta per uno studio costante,  specialmente nei periodi in cui si gira molto. Lo studio individuale è
sicuramente una componente fondamentale nella vita di un musicista, niente di più vero del luogo comune ” non si smette mai di studiare ed imparare”; oltre ad essere un periodo dedicato allo sviluppo della tecnica strumentale è anche un momento meditativo in cui si approfondisce il rapporto con sé stessi e il proprio pensiero musicale, è spesso in questa sede che nascono molte “idee”. Come per tutte le cose l’importante è non abusarne sennò si rischierebbe l’alienazione (per quanto mi riguarda non c’è pericolo). E’ infatti altrettanto fondamentale vivere anche al di fuori della musica, fare esperienze e crescere umanamente; sono aspetti della vita che giovano all’arte stessa: adoro molto stare con le persone, scoprire luoghi e la loro essenza, venire a contatto con le altre arti (arte figurativa, cinema, letteratura ecc..); sono essenzialmente un curioso e credo che il confronto con ciò che ci circonda e il periodo  storico che  stiamo vivendo siano fondamentali per lo sviluppo della poetica dell’artista che voglia dire e creare qualcosa. A tal proposito amo citare Kandinsky: ” L’arte è figlia del suo tempo e madre dei propri sentimenti”.

– Progetti futuri?

Sinceramente non ho idee ben chiare su programmi futuri. Sicuramente intendo continuare a crescere musicalmente e a fare sempre più esperienze.  Magari in un prossimo futuro potrei fare qualche esperienza all’estero…chi lo sa! Vorrei inoltre concentrarmi sulla composizione e perché no iniziare a pensare ad un progetto mio…(è facile farsi risucchiare dalla dimensione onirica)

CURRICULUM VITAE
Gabriele Evangelista nasce a Poggibonsi (SI) nel 1988 e cresce a Livorno. Si è diplomato in contrabbasso nel 2006 con il massimo dei voti, la lode e la menzione d’onore ministeriale presso l’Istituto Musicale “P.Mascagni” di Livorno nella classe del M° Paolo Tommasi, proseguendo poi gli studi con il M° Alberto Bocini.

Prima di dedicarsi esclusivamente al jazz, fra il 2002 e il 2007, Gabriele ha suonato in orchestre e gruppi cameristici di musica classica, anche in veste di contrabbasso solista, ottenendo prestigiosi riconoscimenti e importanti borse di studio (nel 2004 ha vinto la borsa di studio “Marco Salvini” dell’Istituto”P. Mascagni” di Livorno, nel 2005 è stato l’unico contrabbasso nella finale nazionale del concorso “Soroptimist” riservata ai migliori allievi di conservatori ed istituti musicali italiani, nel 2007 ha vinto il primo premio delle borse di studio presso la scuola di musica di Fiesole). Nel 2007 ha partecipato all’Accademia Internazionale Gustav Mahler per giovani musicisti d’orchestra sotto la guida del M° Wolfram Christ e del M° Alberto Bocini.

Successivamente Gabriele ha scoperto una naturale disposizione alla creatività e all’improvvisazione e trovato nel jazz il genere più congeniale, iniziando a coltivarlo con grande passione. La sua formazione jazzistica è cominciata attraverso il corso di alto perfezionamento Roma Jazz’s Cool nel 2008 dove ha avuto come insegnanti Scott Colley e Salvatore Bonafede.

Fra il 2008 e il 2010, durante il corso di alto perfezionamento In.Ja.M. di Siena Jazz, Gabriele ha seguito le lezioni di Rufus Reid, Paolino Dalla Porta, Riccardo del Fra, Furio Di Castri, Eddie Gomez, Drew Gress, Piero Leveratto, Hein Van de Geyn, Enrico Rava, Jeff Ballard, Tim Berne,
Billy Hart e molti altri.

E’ stato inoltre selezionato fra i migliori allievi del corso per partecipare nel 2010 al Panama Jazz Festival e a un tour negli Stati Uniti quale componente dell’In.Ja.M. 6et. all’interno di un programma di scambio con il Berklee Global Jazz Institute di Boston e il Conservatorio Superiore di Parigi. Fra i riconoscimenti ottenuti nei concorsi jazz cui ha partecipato, si possono ricordare il primo posto nel concorso internazionale jazz di Moncalieri (2005) con il Quartetto Formica (Gabrio Baldacci, Daniele Paoletti e Giacomo Riggi) e  il primo premio dell’Elba Jazz Contest quale
componente del Teen Quartet guidato da Alessandro Lanzoni (2008).

Dal 2010 Gabriele è il contrabbassista di Enrico Rava nel quintetto “Enrico Rava tribe” e nel progetto “L’Opera Va”, con i quali ha effettuato numerosi concerti in Italia e all’estero. Sempre dal 2010, suona nel nuovo trio di Roberto Gatto insieme ad Alessandro Lanzoni. Di recente costituzione è il quartetto che condivide con Alessandro Lanzoni,  Francesco Diodati ed Enrico Morello.

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 0.0/5 (0 votes cast)

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su