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Uberto Tommasi: scrittore, giornalista, fotografo

– Scrittore, giornalista, fotografo: chi è davvero Uberto Tommasi?

Io sono definito uno scrittore di strada, a parte qualche saggio e qualche romanzo, amo far parlare la gente.

Uberto Tommasi a Mosca
Uberto Tommasi a Mosca

– Ha scritto numerosi libri, tra cui il romanzo Zarub – Colloquio con lo sciacallo. Cosa ha significato per lei scrivere questo libro? Lei è un reporter di guerra, quanto questa sua formazione ha influenzato la stesura di questo romanzo?

Scrivere Zarub è stato una liberazione. Ero stanco di camminare tra morti e distruzioni ed ho voluto che per una volta il protagonista fosse l’amore, nelle varie forme.

– I templari: cosa rappresentano per lei? Mi parli dei suoi due libri, il secondo mi risulta che vedrà presto le stampe.

I templari per me rappresentano un momento magico della storia in cui la “gnosi” avrebbe potuto rendere migliore il mondo cristiano.

Il primo libro è stato importante perché con esso, tre anni prima del “Codice da Vinci”, ho potuto rendere pubblici una parte dei segreti templari racchiuse in quei libri di colore e pietra che sono le chiese romaniche veronesi.

Nel secondo libro, “Secretum Templi”, cerco di dimostrare che i misteriosi cavalieri erano eretici ed impedire che il Vaticano utilizzi il loro nome reso popolare da Dan Brown, come fece, dopo averla torturata ed arsa sul rogo, con Giovanna D’Arco, con Ipatia che trasformò in santa Maria Egiziaca, sostenendo che non era morta ma era fuggita nel deserto, dove pentita era sopravissuta nutrendosi di bacche e larve ed il sovrano merovingio Dagoberto II, secondo la tradizione discendente di Gesù e Maddalena, che fece santo dopo averlo fatto uccidere.

Pochi sanno che i templari erano anticlericali, ed erano convinti che tutti i cristiani fossero uguali in chiesa senza che vi fosse qualcuno che pretendesse, inventando documenti come, l’Editto di Costantino, per rivendcare il monopolio della comprensione del volere di Dio.

– Un ricordo piacevole ed uno meno piacevole dei suoi anni da reporter.

Il ricordo di guerra più piacevole riguarda quell’atmosfera che si crea la notte in una cittadina bombardata da 2/3.000 granate al dì. L’idea di non sapere se si sarebbe arrivati a vedere l’alba creava un’atmosfera speciale, infatti,  le persone presenti non si curavano di esercitare lo sport più gradito all’essere umano, cioè mentire, e tutti i sentimenti, amore incluso, non tenevano conto di caste sociali o altri condizionamenti.

Il più brutto riguarda un momento quando in Serbia in un paesetto di minatori piombarono i tomahawak americani facendo strage di vecchi e bambini. Gli abitanti invece di essere ostili con noi che rappresentavamo gli appartenenti ad una nazione assalitrice, ci fecero visitare il teatro di morte. Ad un certo momento uno di loro disperato mi chiamò perché una madre si rifiutava di consegnare la testa di un bimbo di sei mesi, tagliata da una scheggia, sostenendo che muoveva gli occhi e le labbra. Io la guardai tendendo le mani, senza parlare, e lei, non so per quale motivo, accetto di consegnarmela. Quello che sentii sul palmo della mano non lo dimenticherò mai e ci misi dieci anni per poterne parlare. Quando tornavo dai teatri di guerra, dove avevo camminato sopra quel tappeto di sangue, piscio e merda che solitamente copre il pavimento, non riuscivo a liberarmi dall’odore che impregnava la ma pelle, i baffi, i capelli. Non bastava lavarsi, radersi e gettare via vestiti e scarpe. Da allora provo pena per quei cretini che amano i film di guerra, per fascisti, preti cattolici, ortodossi e mussulmani che la promossero, incluso il Papa che per far riottenere le terre alla chiesa finanziò la secessione.

– Cosa ne pensa della situazione in cui versa l’economia mondiale, e quanto essa possa essere influenzata dalle guerre e dalle rivoluzioni in atto in questo periodo.

  La crisi mondiale è frutto del passaggio delle nazioni da    un’economia capitalistica manageriale ad un capitalismo  finanziario. Nemmeno al tempo dei grandi banchieri fiorentini,  che tenevano in scacco Francia ed Inghilterra, un gruppo di  speculatori  ebbe tanto potere. A mio parere l’unico rimedio      sarebbe quello di commissariare banche ed assicurazioni.

Le rivoluzioni in Africa ed in Arabia sono solo una manovra per impedire che nel futuro gli arabi possano ancora gestire le risorse energetiche. Nel mio libro Turchia Tulipani Rossi, pubblico una mappa che esce dalle accademie militari americane, contenente i piani di divisione della Turchia in due parti, per l’appropriazione delle fonti dei grandi fiumi dell’acqua, liquido che in un pianeta che si sta seccando è divenuto più prezioso del petrolio.

– L’Italia: un giudizio su di essa.

L’Italia dopo la caduta dell’Unione Sovietica non è più una pedina importante nella strategia della guerra fredda ed è destinata al saccheggio da parte di Usa e Germania. Eni, Enel, Iri, e la Raisaranno acquistate dai paesi ricchi. I contratti diretti per garantirci le forniture di risorse energetiche da paesi come Libia sono interrotti e presto lo sarà anche quello che dovrebbe farci approvvigionare dalla Russia. Credo che saremo costretti a rispolverare il vecchio mandolino.

– Progetti futuri?

Sto vagliando la possibilità di scrivere un libro sulla pedofilia e la chiesa cattolica, sperando che l’ultimo dei poteri feudali possa cadere.

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Commenti (1)

  • traslochi

    Bella intervista. Condivido il sentimento di pena per coloro che promuovono la guerra per i più svariati motivi: la descrizione di quella madre è straziante.

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