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Eris, il decimo (non) pianeta

Il destino del corpo celeste Eris sembra essere legato in maniera indissolubile al suo nome. Sì, perché se porti il nome della dea greca della discordia è naturale che non riuscirai mai a mettere tutti d’accordo.

La scoperta di 136199 Eris viene annunciata ad inizio 2005 in seguito all’analisi di alcune foto scattate nel 2003 dall’osservatorio di Monte Palomar. Il suo annuncio coincide con la diffusione di molte leggende che ne vedrebbero l’incarnazione del decimo, apocalittico pianeta Nibiru. Viene, ad esempio, pubblicato addirittura uno studio che proverebbe come questo piccolo corpo che ruota alla distanza di 97 unità astronomiche (un’unità astronomica corrisponde alla distanza Terra-Sole) dalla nostra stella sia l’unica, vera causa del surriscaldamento terrestre.

 

Con ben altri studi, in termini di attendibilità, sono poi state descritte tutte le sue caratteristiche: si tratta di un corpo delle dimensioni poco più grandi di Plutone che compie la sua eccentrica orbita in 557 anni terrestri. È il più denso corpo trans-nettuniano conosciuto e sembra ormai attestata la presenza di metano solido su di esso. Possiede anche un satellite naturale, Disnomia.

Nonostante la crescente chiarezza sulle sue caratteristiche, a far discutere è stata soprattutto la sua denominazione. Inizialmente, infatti, la Nasa lo aveva definito un vero e proprio pianeta, in particolar modo per le sue dimensioni. Nel 2006, però, l’Unione Astronomica Internazionale, riunita a Praga, partorì una nuova, completa definizione di “pianeta”. Nell’antichità era considerato tale un qualsiasi corpo che si spostasse nel cielo notturno rispetto allo sfondo delle stelle fisse. Ora i requisiti richiesti sono invece tre: è denominato pianeta qualsiasi corpo celeste che:

  • orbita attorno al Sole;
  • ha una massa sufficientemente grande da consentirgli di assumere una forma pressoché sferica;
  • ha spazzato la sua orbita, ovvero non esistono altri corpi di dimensioni considerevoli sul suo cammino.

Assieme a questa definizione, nella stessa occasione fu stesa quella di “pianeta nano”, che si differenzia dal pianeta vero e proprio perché non ha ripulito la sua orbita.

Sia Plutone (con quello che fino ad allora era considerato il suo satellite, Caronte) sia Eris furono immediatamente declassati a pianeti nani, ma la questione è sempre stata oggetto di dibattito.

Ora, però, uno studio ne ha sancito un ulteriore perdita di importanza: attraverso l’analisi del cambiamento di luce di una stella occultata dal suo passaggio, sono state stabilite sue effettive dimensioni ed è risultato più piccolo di quanto si credesse, perdendo il primato di pianeta nano più grande del sistema solare a favore di Plutone.

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