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Google Plus alla riscossa

Logo di Google Plus

Il logo di Google Plus

E’ stata un’estate calda e afosa per gli utenti di Internet, compreso Mark Zuckerberg, il fondatore di Facebook.
Agli inizi di luglio, Google, il “padrino” di internet, annuncia la nascita di un nuovo social network: Google+ (Google Plus).

Ce n’era davvero bisogno?
Al giorno d’oggi ogni sito dove ci si iscrive , è diventato simile ad una brutta copia del tanto criticato Facebook. Tutti uguali, noiosi. Anche il sito del fruttivendolo sotto casa potrebbe avere un suo sistema di condivisione di verdure fresche.
Condividi! Condividi! Condividi! Questo è il motto del Web 2.0. Le aziende hanno capito che il social networking è un metodo efficace per raccogliere liberamente informazioni gratuite e dettagliate sul nostro conto.

In ogni caso Facebook rimane ancora la “marca” d’eccellenza della condivisione online. Ma per quanto ancora?
Tornando a Google, in questi anni ha provato molte volte a sorpassare Facebook, lanciando piattaforme di social networking come Google Wave o Google Buzz. Fallimenti completi.
Nonostante questo, il colosso di Mountain View ci riprova. Memore delle esperienze precedenti le scelte strategiche, per il suo nuovo Facebook, sono molto influenti.

Innanzitutto inserisce i suoi pulsanti “Plus1” (che in pratica sarebbero l’equivalente del “mi piace” di Facebook) dappertutto: nei risultati di ricerca di Google, su YouTube, nel browser Google Chrome. Tutto il web può essere così apprezzato dagli utenti. Ma a differenza di Facebook, questi “mi piace” hanno un valore poiché influiscono nei risultati di ricerca di Google. Un sito quindi può essere posizionato in cima ai risultati del motore di ricerca per eccellenza, grazie all’apprezzamento degli utenti. È già iniziata la compravendita dei “+1” e l’eterna lotta che decreta la sopravvivenza di un sito web nei risultati di Google continua. Questa volta anche grazie a una piattaforma sociale.

Google Plus è stato lanciato sul web con il metodo che ha reso famosa Gmail, la posta elettronica di Google. In pratica l’accesso alla piattaforma Google Plus è stato limitato per il primo periodo. Solo pochi fortunati potevano accedere su invito ufficiale di BigG. Questo ha fatto sì che una enorme campagna pubblicitaria gratuita travolgesse la blogosfera e incuriosisse gli internauti. Pian piano i primi fortunati utenti di G+, hanno  iniziato ad aggiungere contatti e quindi invitare altri utenti. In questo modo sempre più persone hanno avuto accesso alla piattaforma, tanto che tra il 4 e il 10 luglio il sito ha raggiunto una crescita di registrazioni del 350% con 7,3 milioni di utenti registrati in soli 6 giorni. Una crescita esponenziale che promette molto bene, ma che comunque resta ancora lontana dai 750 milioni di utenti di Facebook.

Schermata iniziale di google+

Schermata iniziale di Google+

Ma cosa c’è di così tanto innovativo?
Google Plus è molto simile a Facebook. Ogni utente ha la sua bacheca, le sue applicazioni, i link… Cambia un po’ il metodo di gestione dei contatti che non sono più chiamati tutti amici, come su Facebook, e possono essere organizzati in cerchie – liste – personalizzate (da ricordare che le liste di amici sono presenti anche su Facebook, ma in modo molto meno accentuato e sintetico). La condivisione non è più automaticamente estesa a tutti i nostri contatti, ma ogni volta si può scegliere con chi condividere un contenuto. Grazie a questa funzionalità e alla possibilità di impostazione anonima del pulsante +1, Google afferma che questa piattaforma garantisce di più la privacy. Sarà anche vero, ma il nostro nome, cognome e data di nascita sono obbligatori.
Tramite Google Plus è possibile inoltre telefonare e video chattare direttamente dal sito. Queste ultime due funzionalità rendono G+ unico rispetto alle altre piattaforme.

Chi vincerà? Staremo a vedere. I giudici siamo noi!

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Commenti (3)

  • Francesco

    Articolo ben impostato. Qualche errore di minore rilevanza ed un’imprecisione nell’uso della “virgola”, ma niente che possa inficiare la lettura.

    Leggendo per intero l’articolo mi sono chiesto una cosa, però: mi sembra ci sia una sottesa irritazione nei confronti di Google+. Mi spiego meglio.

    Tu tendi sempre a sottolineare che Google+ è, più di altre piattaforme, una copia di Facebook. Eppure Facebook stesso è una rivisitazione del concetto di Myspace e Twitter.

    Dunque la mia domanda è: qual è la necessità di ricordare così spesso al lettore che Google+ assomiglia parecchio a Facebook? Perché non a Twitter o a Myspace?

    Spero di essermi spiegato.

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  • Staff "Il Ritaglio"

    Ottima domanda! Si è spiegato bene ed in modo garbato.
    Posso dirle che il redattore di questo articolo ha una mentalità molto aperta verso tutte le forme di social network. E’ quindi un’errata sensazione “l’irritazione” nei confronti di google plus da parte di Peter Bajetta.
    La sua scelta di confrontare più volte Google plus con Facebook è dettata dall’esigenza di raggiungere con più facilità i lettori. Ha scelto quindi di comparare Google+ con Facebook che è attualmente il social network più usato in Italia!

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