Il livello dei ghiacci al minimo storico Reviewed by Momizat on . Si rinnova l’allarme climatico: secondo la National Snow and Ice Center il livello dei ghiacci avrebbe raggiunto il secondo livello negativo mai registrato, die Si rinnova l’allarme climatico: secondo la National Snow and Ice Center il livello dei ghiacci avrebbe raggiunto il secondo livello negativo mai registrato, die Rating:
Home » Scienze&Tecnologie » Il livello dei ghiacci al minimo storico

Il livello dei ghiacci al minimo storico

Si rinnova l’allarme climatico: secondo la National Snow and Ice Center il livello dei ghiacci avrebbe raggiunto il secondo livello negativo mai registrato, dietro solo ad un caso, nel 2007, influenzato però da diverse anomalie climatiche.

Ma facciamo un po’ di ordine. Il fenomeno del surriscaldamento terrestre ha origine con le rivoluzioni industriali, la prima a fine Settecento e la seconda a cavallo tra il diciannovesimo ed il ventesimo secolo. Le nuove forme di energia utilizzate, carbone fossile inizialmente, poi i carburanti moderni, contribuirono a riversare nell’atmosfera alcuni gas in modo da causare un’alterazione di un fenomeno naturale come l’effetto serra.

Infatti, l’effetto serra è da sempre una delle caratteristiche che rendono la Terra un pianeta vivibile. Si tratta di un meccanismo attraverso il quale la radiazione solare, una volta “rimbalzata” sulla superficie terrestre, non sfugge completamente, ma viene parzialmente intrappolata all’interno dell’atmosfera dalla presenza di alcuni “gas serra”. Senza questo meccanismo, la temperatura del pianeta sarebbe in media di 18 gradi centigradi sotto lo zero.

Tuttavia, dal momento in cui si è iniziato a riversare materiali di scarto nell’atmosfera, la concentrazione dei gas serra è aumentata precipitosamente: secondo alcune stime, negli ultimi 200 anni la concentrazione di anidride carbonica nell’aria è cresciuta del 30% e quella di metano del 100%. La naturale conseguenza di questo processo, come mostra il grafico, è l’aumento della radiazione solare che rimane intrappolata all’interno dell’atmosfera e quindi un aumento della temperatura, che è causa, a sua volta, di altri problemi, come quello dello scioglimento dei ghiacci.

Infatti, da quando la temperatura ha cominciato a salire, è aumentata la velocità con cui le grandi regioni formate da ghiaccio, come Artide, Antartide e Groenlandia, si ritirano durante le stagioni estive, innescando una reazione a catena. I ghiacci svolgono infatti un ruolo di primo piano nel tenere sotto controllo la temperatura: la loro superficie è caratterizzata da un albedo, ovvero da un potere riflettente, molto elevato, che aiuta a tenere lontano parte della radiazione solare che raggiunge il globo terrestre. Se diminuisce l’estensione dei ghiacci, cala la superficie riflettente e la temperatura aumenta ancora.

Le conseguenze dello scioglimento dei ghiacci colpiranno soprattutto le regioni del sud Europa: l’estate di allungherà, mentre le risorse d’acqua potabile diminuiranno, anche a causa dei batteri, che con il caldo prolificano maggiormente. Si creerà una grande disparità tra le regioni del nord e quelle del sud, mentre i ghiacciai scompariranno nelle regioni alpine ed il mare ingoierà le zone costiere e formate da lagune e foci di fiumi. Inutile sottolineare che le conseguenze per l’agricoltura e l’intera economia dei paesi saranno pesantissime. Il nord Europa potrà contare su un periodo di temperature più miti che favoriranno le produzioni agricole, ma che, secondo alcune stime, causerà poi la nascita di una nuova era glaciale: con lo scioglimento dei ghiacci e l’aumento della concentrazione di acqua dolce nel mare, infatti, alcune correnti marine, come quella del Golfo, che attualmente riscalda le coste del nord, scompariranno o produrranno l’effetto opposto. A livello mondiale, l’aumento delle temperature provocherà una maggiore diffusione di alcune malattie ed una vera e propria corsa all’acqua dolce, mentre le zone urbane saranno caratterizzate da sempre maggiori ondate di caldo, afa e da un inquinamento sempre più intenso.

Ma come combattere questa situazione? La soluzione consiste nel diminuire le emissioni di anidride carbonica e di altri gas serra. Ogni gas possiede infatti una vita atmosferica media, che, nel caso dell’anidride carbonica, è di circa un secolo. Ciò significa che, per eliminare completamente l’effetto dell’uomo sull’atmosfera, bisognerebbe evitare, per 100 anni, qualsiasi procedimento attraverso il quale noi provvediamo ad immettere i gas serra nell’atmosfera.   Si tratta certamente di una soluzione incompatibile con il nostro sistema di vita, ma è pur sempre possibile cercare un’attenuazione degli effetti provocati.

Proprio questo è l’obiettivo del protocollo di Kyoto, un accordo con il quale ci si impegna a ridurre le emissioni globali dei gas serra di 5,2 punti percentuali, entro il 2012, rispetto al 1990.

Il protocollo fu sottoscritto nell 1997, ma si è dovuto aspettare fino al febbraio 2005 per una sua reale operatività: infatti si era accordato che il progetto avrebbe avuto inizio nel momento in cui i paesi partecipanti avrebbero raggiunto una sorta di “quorum”, ovvero avrebbero coperto il 55% delle emissioni globali di gas serra. Solo grazie alla sottoscrizione della Russia, nel settembre 2004, il progetto ha dunque preso il via, ma destano ancora indignazione i rifiuti persistenti degli USA, responsabili di oltre il 35% delle emissioni globali, che temono delle ripercussioni sulla loro situazione economica.

Come confermato dalle ultime rilevazioni, però, non si sta ancora facendo il necessario per migliorare veramente la situazione. Per poter cambiare le cose in maniera significativa è necessario un maggiore impegno, da parte di tutti.

 

VN:F [1.9.22_1171]
Rating: 5.0/5 (1 vote cast)

Il livello dei ghiacci al minimo storico, 5.0 out of 5 based on 1 rating

Lascia un Commento

*

© 2012 il Ritaglio.it - Il Ritaglio è un blog ad indirizzo giornalistico e pertanto non è una testata registrata. |

Torna su