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Kepler 22-b: ecco il nostro gemello

La NASA ha annunciato la scoperta di quello che è ritenuto il pianeta più simile alla nostra Terra e quindi più adatto ad ospitare la vita, tra quelli mai scoperti.

La ricerca di pianeti extrasolari, iniziata negli anni Novanta del secolo scorso, ha conosciuto una continua crescita fino a quando, nel 2009, è stato lanciato in orbita il satellite Kepler, ultimo ritrovato tecnologico in grado di individuare i pianeti al di fuori dal nostro sistema solare e omonimo dello scienziato che, con i suoi studi sulle orbite dei pianeti, cambiò il modo di vedere l’universo.

E anche con il satellite Kepler, in un certo senso, cambia il modo di scrutare la volta celeste: esso agisce per mezzo di potenti fotometri, ovvero strumenti in grado di captare e misurare la luce proveniente dalle stelle, alla ricerca di ogni variazione. Infatti, se un pianeta passa davanti ad una stella, ne affievolisce la radiazione luminosa. Se un fenomeno di questo tipo si verifica in egual misura ad intervalli regolari, si può essere certi dell’esistenza del pianeta.Si tratta di un processo lungo e complicato, al quale il satellite ha però risposto in maniera eccellente: ad oggi sono stati confermati oltre 20 pianeti e altri 2000 sono in attesa di verifica.

L’ultimo arrivato, Kepler 22-b, è quello che ha destato più scalpore: si tratta probabilmente del tanto atteso gemello della Terra. Sito a circa 600 anni luce da noi, Kepler 22-b ha dimensioni superiori di due volte e mezzo circa a quelle del nostro pianeta e ruota in 290 giorni attorno ad una stella simile al Sole, ma leggermente meno luminosa.Ma ciò che lo rende estremamente adatto ad ospitare la vita così come noi la conosciamo è la sua posizione: la sua orbita si trova nella sottile fascia che consente la presenza di acqua liquida, elemento imprescindibile per gli esseri viventi.

Nonostante rimangano ancora molti dettagli da chiarire, su tutti la natura del pianeta (potrebbe essere roccioso come la Terra, ma anche gassoso come Giove), ma gli esperti si dicono speranzosi, non solo per il nuovo pianeta scoperto, ma anche per le successive rivelazioni del satellite Kepler.

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