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Toshiba lancia il 3D senza occhialini

Le indiscrezioni delle ultime settimane si sono ufficialmente concretizzate nel corso della più importante mostra tecnologica dell’anno, l’IFA 2011, tenutasi a Berlino: Toshiba lancerà, entro la fine dell’anno (febbraio 2012 inItalia), il primo grande schermo capace di riprodurre una visione a tre dimensioni senza il supporto degli occhialini. La notizia è stata recepita come il necessario proseguimento di una tendenza, quella di uscire dallo schermo, che negli ultimi anni ha conosciuto un grandissimo sviluppo. Ma si tratta davvero di un’innovazione tecnologica?

In realtà il cinema 3d risale addirittura ai primi decenni dello scorso secolo. La tecnica usata allora era quella dell’ “anaglifo”, che rimane la più semplice e la più economica: due immagini parallele erano sovrapposte sullo stesso supporto e,  con l’ausilio dei celebri occhialini rossi e blu, venivano filtrate in modo tale che ogni occhio percepisse una delle due proiezioni. In questo modo si garantiva un’immagine più profonda. L’anaglifo fu sperimentato sin dagli anni ’20 e conobbe la sua maggior diffusione durante gli anni ’50. Tuttavia, ben presto la sorpresa suscitata nel pubblico fu superata dal disagio provocato dalle lacune della tecnica, come la bassa resa dei colori e l’affaticamento causato agli occhi, che non consentiva una visione prolungata.

 

La risposta a questi inconvenienti venne inizialmente data dall’invenzione del “teleview” da parte di due studenti universitari di New York. Si tratta del primo sistema a fotogrammi alternati: due proiettori mandano due immagini parallele allo spettatore, mentre uno speciale visore sincronizzato provvede ad oscurare alternativamente i due occhi, in modo da dare una sorta di “visione stroboscopica”. Il sistema fu però abbandonato velocemente.

Negli anni ’50 prendono invece piede i sistemi polarizzati, che sfruttano cioè il principio di polarizzazione della luce. La luce è un’onda elettromagnetica che oscilla perpendicolarmente rispetto alla direzione di propagazione. Polarizzarla significa selezionare uno dei piani di propagazione e fare in modo che sia l’unico a passare. In questo modo, con l’ausilio si lenti polarizzate anch’esse e in maniera differente, è possibile far percepire l’immagine ai due occhi in maniera alternata. Lo svantaggio di questa tecnica è che lo spettatore deve mantenere una posizione il più possibile ferma e perpendicolare allo schermo. L’inconveniente sarà poi superato con l’utilizzo della polarizzazione cosiddetta “circolare”. Questo sistema si diffonderà su larga scala e sarà più volte migliorato nei decenni successivi.

La nuova era del tre dimensioni, quella legata agli incassi record del film Avatar, ha origine nel 2003, quando viene prodotto il primo film con la tecnica IMAX: si tratta di una rivoluzione per quanto riguarda la qualità dei film, poiché adopera due pellicole da 70 mm piuttosto che le tradizionali 35 mm. La rappresentazione in sala prevede due possibilità: l’utilizzo delle ormai classiche lenti polarizzate o quello degli occhiali LCD a cristalli liquidi. I cristalli liquidi sono delle particolari sostanze che, anziché passare dallo stato liquido allo stato solido, riescono ad organizzarsi in fasi intermedie che presentano entrambe le caratteristiche. Negli occhiali LCD, si sfrutta la reazione che essi hanno ad un campo elettrico: se presente, esso fa sì che le molecole del cristallo liquido si allineino, bloccando la luce.  

Ora siamo di fronte ad un nuovo cambiamento, cioè l’abbandono degli occhialini, di qualsiasi tipo essi siano. Dal primo esempio del Nintendo 3DS, consolle portatile che rende possibile attivare il 3D senza occhialini premendo un semplice pulsante, ora lo sbarco sul grande schermo: e “grande” lo è davvero, dal momento che lo schermo della Toshiba ZL2 TV sarà di 55 pollici e avrà una risoluzione altissima di 3840 pixel per 2160 (il quadruplo degli attuali televisori full HD!).

Il funzionamento è teoricamente semplice: una telecamera riconosce la posizione dello spettatore e riesce ad inviare delle immagini sempre diverse per i due occhi, ottimizzate differentemente in base all’angolo di visualizzazione. Nonostante alcuni inconvenienti, come il fatto che l’immagine risulta sgranata se si gira la testa o che gli angoli di visualizzazione predefiniti siano solo 9, resta il fatto che si tratta di un’innovazione importante.

E importante lo è anche il prezzo: 7999 euro in Europa.

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