‘’Mito’’ Klose rivitalizza la domenica horribilis delle reti inviolate Reviewed by Momizat on . Fa ribrezzo guardare la schedina della settima giornata di serie A. Troneggiano a vista i cinque 0-0 che hanno reso meno spumeggiante del solito questa tornata Fa ribrezzo guardare la schedina della settima giornata di serie A. Troneggiano a vista i cinque 0-0 che hanno reso meno spumeggiante del solito questa tornata Rating:
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‘’Mito’’ Klose rivitalizza la domenica horribilis delle reti inviolate

Fa ribrezzo guardare la schedina della settima giornata di serie A. Troneggiano a vista i cinque 0-0 che hanno reso meno spumeggiante del solito questa tornata domenicale della massima serie. Ora, le considerazioni che vedono la luce dopo dieci partite tanto avare di gol possono andare in due direzioni opposte. Si può pensare che la noia imperi nel nostro decadente campionato e le reti inviolate siano spia di un tasso tecnico sempre più livellato verso il basso, oppure che l’equilibrio è tale che diventa impossibile negare la crescita delle medio-piccole di un tempo, ormai prive dei timori reverenziali verso le antiche big.

La mia personale riflessione mi porta a prendere ora l’una ora l’altra direzione, in una sintesi complessiva delle due tendenze. Se è vero che campionati europei come la Liga e la Premiership garantiscono una media gol senz’altro più elevata, è anche certo che la fase difensiva sia curata con meno ossessione e il livello delle retroguardie scarseggi, con i top player di difesa concentrati esclusivamente nelle squadre di testa (in Spagna più che in Inghilterra). Al contrario i reparti offensivi offrono, in questi campionati esteri, una lista di campioni e ottimi giocatori che fa impallidire la nostra impoverita lega.

Seguendo la legge dello spettacolo la Spagna e l’Inghilterra calcistica hanno fatto propri giocatori talentuosissimi in zona gol (strapagandoli spesso e volentieri), privando campionati pur ambiziosi, ma meno ricchi, di gran parte della scelta disponibile sul mercato. La guerra è obiettivamente impari. Le condizioni fiscali agevolate consentono al Real Madrid e al Manchester City di turno i fuochi d’artificio estivi e persino le squadre di bassa classifica possono imbastire un reparto avanzato di livello assoluto, che stona rumorosamente con il livello di quello arretrato, ma garantisce gol (tantissimi ogni domenica) e divertimento sugli spalti. Ma la domanda che sorge spontanea è: ‘’Si tratta di un divertimento destinato a durare a lungo?’’.

httpv://www.youtube.com/watch?v=i0Pd78pRIOI&feature=related

Per rispondere occorre mettere di fianco al consueto pallottoliere inglese e spagnolo i gol spesso centellinati della Seria A italiana. Un fatto è che il nostro calcio paga fortemente questa magra di emozioni e il progressivo svuotamento degli stadi nazionali ne è una efficace testimonianza (la crisi economica è una tesi di riparazione che non regge e può essere smontata con qualche esempio europeo, Germania su tutti ma non solo). Tuttavia è chiaro che il fenomeno sopradescritto se garantisce, nella penisola iberica e oltre la Manica, alti tassi di spettacolo domenicale, impoverisce visibilmente le prestazioni all’apparenza roboanti delle grandi, che monopolizzano corsa scudetto e champions nelle rispettive graduatorie, rendendo spesso delle semplice formalità gli scontri non diretti. Le goleade all’ordine del giorno, a conti fatti, rischiano di stufare. Il 4-1 consueto con cui il City di Mancini spazza via ogni avversario che non si chiami United, Chelsea, Arsenal o Tottenham sta diventando troppo frequente per sorprendere ancora.

Allora, lungi da invocare domeniche dalle reti bianche come quella italiana di ieri è però preferibile, sul lungo periodo, un maggiore equilibrio europeo nella fase di mercato e quindi nella disponibilità delle risorse finanziarie. Il tanto sventolato Fair Play finanziario, che vede in Platini il suo abile creatore, sembra una soluzione valida in questo senso e allo stesso tempo una norma di indubbio valore etico. Società dai conti a rischio, in regime di fair play finanziario, non potrebbero più forzare gli equilibri di mercato con assegni da 90 milioni di euro staccati per una sola stella e le partite di campionato evolverebbero verso quel giusto mix di talento offensivo e difensivo che garantirebbe contese frizzanti, anche e soprattutto per la loro sostanziale indecisione fino all’ultimo respiro.

Nello sterminio di 0-0 che coinvolgono Juventus (a Verona contro il Chievo), Udinese (a Bergamo con l’Atalanta), il Cesena al Manuzzi con la Fiorentina, il Genoa al Marassi contro il Lecce e in Sardegna Cagliari e Siena non mancano le occasioni da gol, ma a spuntarla è l’atteggiamento prudente che deriva dalla sosta appena terminata. Ripartire con una sconfitta sarebbe decisivo, o almeno questo devono pensare gli allenatori nostrani, che preferiscono il punticino alle destabilizzanti critiche mediatiche del giorno dopo.

Guarda caso chi vince e segna, o chi tenta di vincere ma soccombe di fronte a tanta ambizione, sono le squadre che più hanno deluso in questo inizio e per le quali un pareggio non avrebbe il sapore più dolce di una sconfitta. Il Milan senza più alibi (Allegri dixit) strapazza il Palermo con un 3-0 di orgoglio e segna più reti di altre 12 squadre messe insieme. Nocerino rispetta la legge del gol dell’ex segnando (e non esultando). Arrotondano Robinho (che si rivela l’assenza più dolorosamente sentita dal Milan acciaccato delle prime giornate) e un Cassano mai così continuo.

L’inter di Ranieri non è così a posto come sembrava e dopo il 3-0 casalingo patito contro il Napoli, non basta neanche il vantaggio dopo 6 minuti di Cambiasso a regalare un po’ di sicurezza. Il  Catania sudamericano rimonta con qualità. Il rigore di Lodi e la parabola artistica di Almiron mettono ansia a Ranieri e fanno sbottare un Moratti indispettito dalle decisioni arbitrali poco favorevoli in questo periodo opaco.

Il 2-0 esterno con cui il Bologna saluta il nuovo condottiero Pioli è largo per quanto fatto vedere dal solito voglioso Novara e rappresenta l’unica partita con gol del pomeriggio.

In serata se la giocano le avvelenatissime Roma e Lazio in un derby se possibile più caldo del solito. Le battute di scherno di Totti e le risposte piccate di Rocchi rendono l’attesa esasperata. Il gol di Osvaldo dopo un battito di ali, con tanto di maglietta ricalcata da quella di tottiana memoria (l’italoargentino mostra un impertinente ‘’vi ho purgato anch’io’’) infiammano la Roma biancocelste. Prima pareggia su rigore Hernanes e nell’ultima azione utile Miro diventa ‘’Mito’’ Klose. Il suo destro piazzato deprime Luis Enrique e la Roma in crescita, lanciando Reja nella sua rincorsa decisa alla vetta (che dista 1 punto solo).

httpv://www.youtube.com/watch?v=dHwrNGWhsaM

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