Da rospetti a Principi, la Seria A è una favola Reviewed by Momizat on . E’ un campionato coi fiocchi quello italiano. Una pernacchia alla presunta supercrisi del nostro calcio. Ogni finesettimana va in scena nell’‘Europa del pallone E’ un campionato coi fiocchi quello italiano. Una pernacchia alla presunta supercrisi del nostro calcio. Ogni finesettimana va in scena nell’‘Europa del pallone Rating:
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Da rospetti a Principi, la Seria A è una favola

E’ un campionato coi fiocchi quello italiano. Una pernacchia alla presunta supercrisi del nostro calcio.

Ogni finesettimana va in scena nell’‘Europa del pallone che conta’ la sequela micidiale di goleade annunciate. 7-1 del Real Madrid sull’Osasuna, come minimo 3 gol del Manchester City e le classiche cinquine del Barcellona (che solo ora si è concesso una piccola pausa prima di ripartire a suon di reti gonfiate). Abbiamo provato a discutere dell’argomento. A comprendere se Liga e Premiership, (talvolta accompagnate dalla Bundesliga col Bayern e dalla Eredivisie olandese con Ajax, Psv) siano tornei di basso livello, con poche big ampiamente più forti di tutte le altre, o se le ormai consuete scoppole che infliggono le sopracitate corazzate siano da giustificare con la esagerata potenza di mercato delle stesse(Barca, City, Real su tutte), tanto imbattibili in patria quanto in Europa. Dare una risposta esauriente si è rivelata un’impresa. Probabilmente la verità sta ancora una volta nel mezzo, tanto è vero che se le due regine di Spagna faticano un po’ di più oltreconfine è comunque innegabile la loro superiorità anche nella prestigiosa Champions League.

httpv://www.youtube.com/watch?v=IJYkCHzeFfo

Quello che ci interessa, tuttavia, è la sbandierata flessione dell’italica pedata. Questo calo è dato per scontato da tutti, ma a guardare in faccia la realtà si scopre che non è così evidente come ci vogliono far credere. L’Italia scavalcata dalla Germania nel ranking Uefa è un dato da tenere sotto controllo, considerando però che il sorpasso proviene in gran parte dalla cavalcata annuale delle tedesche nella meno desiderata Europa League. Le italiane, si sa, questa competizione la ritengono niente più che una ruota di scarto, nel caso il campionato non soddisfi il palato della tifoseria. E’ cultura. I vari Stoccarda, Werder Brema e Amburgo, al contrario, impiegano le energie psicofisiche dei titolari in Europa League come in campionato. Nella coppa dalle grandi orecchie, a dirla tutta, la crisi italiana è molto meno palpabile. Se il Bayern Monaco è una macchina da guerra da temere tutte le stagioni, l’ultimo trionfo dei bavaresi è lontano nei ricordi, mentre Milan e Inter hanno trionfato in tempi recenti (2007 e 2009), pur essendo il rendimento medio delle italiane calato sensibilmente dai primi anni 2000. Non si nega, insomma, un distacco europeo da Spagna e Inghilterra (chiarissimo, anche se i conti finanziari delle grandi spagnole e inglesi fanno piangere se confrontati a quelli di Milan e Inter e il fair play finanziario getta un ombra sul futuro delle indebitate), si vuole però limitare la portata delle critiche alle nostre formazioni.

Calo in Europa (meno serio di quanto sembri) a parte la nostra serie A resta sempre competitiva ai massimi livelli. Un Levante in testa alla classifica in Spagna capita una volta ogni dieci anni. In Italia, nonostante il predominio finale delle solite nelle primissime posizioni (ma anche qui abbiamo un Napoli in C solo qualche anno fa), realtà splendide e durature come l’Udinese, il Cagliari, il Chievo, il Palermo non sono fantasia. E ogni anno nuove pretendenti all’ascesa ‘sociale’ si fanno avanti. Siena, Catania e  Atalanta, ad esempio, occupano le posizioni che sulla carta appartengono a società gloriose come Inter e Roma e lo stesso Udinese, che cresce senza sosta da almeno tre anni, va oltre alle più rosee aspettative, essendo in testa alla graduatoria dopo 10 partite.

Partiamo allora dai quei rospetti, che baciati da un progetto serio e non troppo dispendioso dal punto di vista economico, si sono col tempo trasformati in principi. L’Udinese non finisce mai di stupire. Di Natale è la colonna portante (suo il 2-0), ma sarebbe ingiusto sintetizzare nel suo nome la cavalcata bianconera. In difesa spicca il talento genuino di Benatia, circondato dall’esperienza di Domizzi e dalla gioventù luccicante di Basta (autore dell’1-0). Alle loro spalle un estremo difensore giovane ma ormai all’apice. Samir Handanovic è nella classifica virtuale dei migliori portieri del mondo. Lì davanti Totò è ottimamente appoggiato dalla tecnica e dalla forza fisica di Floro Flores, che segna poco ma mette in crisi ogni difesa. In panchina poi non mancano giovani punte degne di questo nome, Torje in particolare. La vera spina dorsale di Guidolin, però, è il centrocampo di immenso fiato e dai piedi più che buoni. Asamoah è l’oggetto del desiderio di tutte le grandi del nostro calcio (e non solo). Armero potrebbe andare alle Olimpiadi a sfidare Bolt quantomeno nei 200 metri e non manca di estro. Pinzi è il classico centrocampista nostrano che ha resistito alla gavetta e ha migliorato anche nei suoi punti dolenti. Vederlo dispensare assist pregevoli con continuità è un imprevisto graditissimo. Le alternative anche qui non deludono. Badu è un altro motorino di colore da apprezzare. E la ciliegina sulla torta è un altro giocatore maturato a velocità impressionante. Mauricio Isla segna, dribbla e corre con un’incisività notevole. Lo stesso Siena che deve soccombere 2-1 al Friuli sta disputando con Sannino una stagione d’oro.

httpv://www.youtube.com/watch?v=fA7w1CEOcJ4&feature=related

Atalante e Cagliari se la vedono a Bergamo e l’equilibrio fra le altre due outsider è il minimo comune denominatore della contesa. Colantuono può però contare su un arma di cui Ficcadenti non dispone: un centravanti da doppia cifra assicurata. German Denis, idolo anche a Napoli nonostante le presenze saltuarie, sta infiammando la città lombarda, gareggiando a suon di gol con Di Natale, Klose e Giovinco.

Il Palermo rientra in parte nel nostro discorso. Se in casa è uno schiacciasassi con media scudetto (15 punti su 15 fino ad ora), in trasferta paga inesperienza e carattere. Al Barbera il Bologna rinnovato con Pioli non può che alzare bandiera bianca. Zahavi, Silvestre, e Ilicic rendono vano il 3-1 di Ramirez. I rosanero sono come al solito altalenanti, ma con 16 punti occupano la quinta piazza a sul lungo periodo i segnali sono più incoraggianti rispetto alle scorse stagioni. Silvestre e Cetto, in mezzo alla difesa, sono coppia solida e le sviste di Munoz sono un opaco ricordo.

La Lazio, che sorpresa non si può proprio definire, è comunque una squadra sorprendente. Primo posto in compagnia dell’Udinese e solidità difensiva senza precedenti. Quando poi la partita è più complicata del previsto ci pensa Miro Klose con gol o assist. Il Parma cade all’ultimo respiro dopo un assolo del tedesco, che favorisce il facile gol di Sculli. 1-0 da squadrone.

Con l’alluvione e il rinvio di Genoa-Inter e Napoli-Juventus (polemiche annesse), l’unica regina in azione è lo straripante Milan di Allegri. 18 gol nelle ultime 5. Il 4-0 interno al Catania, (Ibra, Robinho, Seedorf, Zambrotta) è un balletto dei tenori rossoneri, di fronte a un altro avversario di spicco di questo campionato.

httpv://www.youtube.com/watch?v=7H1fp6LUAT4

La Roma piace come sempre, ma questa volta centra anche i 3 punti. 2-0 di autorità a Novara con Bojan (in crescita) e Osvaldo.

Chiudono Cesena-Lecce 0-1 e Chievo-Fiorentina 1-0 (Mihaijlovic esonerato).

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