L’inter dell’imbarazzo, il Napoli dell’orgoglio. Quando il Trabzonspor spaventa più del City Reviewed by Momizat on . Il pareggio casalingo dei campioni di Francia del Lille contro il Cska (2-2) non complica più di tanto il discorso ottavi di finale all'Inter in panne di Gasper Il pareggio casalingo dei campioni di Francia del Lille contro il Cska (2-2) non complica più di tanto il discorso ottavi di finale all'Inter in panne di Gasper Rating:
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L’inter dell’imbarazzo, il Napoli dell’orgoglio. Quando il Trabzonspor spaventa più del City

Il pareggio casalingo dei campioni di Francia del Lille contro il Cska (2-2) non complica più di tanto il discorso ottavi di finale all’Inter in panne di Gasperini. Ciò non toglie che un girone fra i più facili nel panorama europeo vada affrontato con un’altra sicurezza. Ma si sa, i problemi del campionato spesso e volentieri si trascinano fino alla serata di coppa e viceversa e così una formazione di indubbio valore tecnico e atletico è capace di non sentire nelle gambe e nella testa la certezza di essere superiore alla matricola Trabzonspor.

E’ inutile negarlo, dall’affermazione europea di due stagioni indietro, l’Inter dei record e delle rivincite morattiane si dimena disperatamente alla ricerca di un nuovo santone della panchina, che riesca a gestire tanto potenziale, facendolo rendere al meglio. Il postmourinhismo non ha ancora trovato una sua identità precisa. Da Benitez a Gasperini (sul quale il giudizio deve ancora essere definitivo) passando per colui che più ha illuso l’ambiente nerazzuro nella speranza di una nuova gestione vincente, l’ibrido Leonardo, diviso tra la carriera di uomo mercato e allenatore. La partita di S.Siro ci suggerisce questa dolorosa conclusione perchè racchiude nelle sue dinamiche l’incompletezza di tutti i nuovi progetti che hanno visto per protagonisti gli allenatori sopradetti. Ottima base di talenti, grandi giocate individuali (Sneijder non ha deluso nonostante tutto) ma nessuna continuità di idee e di gioco nei 90 minuti. Sembra di assistere, dal 2009 ad oggi, ad una formazione sospesa tra lo sbandamento improvviso e la prestazione degna delle grandi. Con questo non si vuole risolvere le esperienze di Benitez Leonardo e Gasperini in un fallimento totale e in un’assenza di progetto dovuta alle loro incapacità, ma è del tutto evidente che i progetti successivi all’era Mourinho non abbiano trovato quell’incontro di talento, stimoli e partecipazione entusiastica al credo del mister che ha fatto la fortuna dei nerazzurri finalmente internazionali, capaci di griffare indelebilmente i nostri ricordi. Moratti assicura che il Gasp avrà il suo tempo, senza le ansie da prestazione che hanno contraddistino i suoi repentini cambi modulo dall’estate ad oggi e la gara con la Roma non è dipinta dal presidente quale ultima spiaggia, quanto come valvola di sfogo da cui ripartire, anche perchè gli impegni successivi di campionato sono certamente più agevoli.

httpv://www.youtube.com/watch?v=5LIo0ZcxYOo

Dall’Inter al suo compianto benefattore, ora impegnato nella rincorsa più difficile della sua carriera, quella al Barcellona di Guardiola. Mourinho e il suo Real hanno costruito in anno e pochi mesi un sistema di nuovo vincente, alternando ottime prestazione (tante) ad altre meno edificanti per il pretenzioso ambiente madridista sotto il punto di vista dello stile ma sempre efficaci nel risultato (poche). La trasferta di Zagabria con la Dinamo rientra nella seconda categoria e al gol decisivo di Di Maria si accompagnano le polemiche di C.Ronaldo per la mancata tutela degli arbitri nei suoi confronti (intervista con tanto di calzettone insanguinato per il portoghese nel dopo partita) e le conclusioni tra il megalomane e lo stizzito riguardo ai fischi personalizzati che riceve dalle tifoserie avversarie, ovunque metta i piedi. L’asso reale li spiega con franchezza: ”Sono fischi di invidia perchè sono bello, ricco e forte” e tutti a casa. Intanto il suo Real è già primo nel girone in virtù del pareggio a reti inviolate fra Ajax e Lione. La ex squadra dello stesso Ronaldo, il Manchester del totem Ferguson impatta in Portogallo contro il Benfica (1-1) e rispolvera l’eterno Giggs, mentre il Basilea rispedisce al mittente le ambizioni dell’esordiente Otelul Galati (2-1).

Non va benissimo neanche all’altra squadra di Manchester, dimostrando che la Premier League è campionato si competitivo nel complesso, ma lascia alquanto a desiderare nelle zone medio-basse della classifica. Le goleade nazionali degli uomini di Mancini non spaventano il Napoli di Mazzarri (questo si nel bel mezzo di un progetto coerente e potenzialmente vincente) che impaurisce il City col vantaggio di Cavani, a cui risponde su calcio piazzato Kolarov. Un Napoli del tutto emancipato dal vecchio mal di trasferta che lo limitava nel preMazzarri, sotto la gestione del pur bravissimo Reja. Il girone dei partenopei è di disarmante difficoltà, ma la squadra azzurra ha già fatto intendere che se non sarà battaglia per il primi due posti, il Villareal (sconfitto 2-0 in casa contro Il Bayern Monaco) non avrà scampo per il terzo, che garantisce l’Europa League.

httpv://www.youtube.com/watch?v=WO5LyQX5yTo

L’Italia europea disegnata come vittima sacrificale delle più ricche, forti e giovani (talvolta anche più indebitate) squadre inglesi, spagnole e tedesche esce a testa alta ma non troppo dalla prima giornata. 2 pareggi di altissima qualità (ottenuti per forza di cose con atteggiamenti differenti) e 1 sconfitta bruciante quanto non definitiva nell’ottica della qualificazione agli scontri diretti.

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