Pato apre la parentesi, Thiago Silva la chiude, in mezzo lo show smorzato del solito Barcellona Reviewed by Momizat on . Commentare un Barcellona-Milan da tifoso italiano, considerando le gerarchie attuali che governano il mondo del calcio, è quantomai arduo. Perchè si potrebbe pa Commentare un Barcellona-Milan da tifoso italiano, considerando le gerarchie attuali che governano il mondo del calcio, è quantomai arduo. Perchè si potrebbe pa Rating:
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Pato apre la parentesi, Thiago Silva la chiude, in mezzo lo show smorzato del solito Barcellona

Commentare un Barcellona-Milan da tifoso italiano, considerando le gerarchie attuali che governano il mondo del calcio, è quantomai arduo. Perchè si potrebbe partire dal dato impietoso del possesso palla per irridere o contestare la prestazione disperatamente difensiva della squadra di Allegri, ascrivendo il pareggio finale a sola fortuna. A sostenere una tesi del genere potrebbero concorrere il palo di Messi nel primo tempo, la gran parata di Abbiati sulla stesse Pulce e i salvataggi in odor di santità di Nesta sul pallone d’oro, non in una ma in tre occasioni. Un quadro chiaro, innegabile anche per chi questa tesi non la appoggia: Barcellona nettamente superiore e Milan limitato per 94 dei 96 minuti di gioco. Ma come negare che un 2-2 agguantato a Barcellona sia un risultato eccezionale di questi tempi? Come risolvere la strepitosa agonia difensiva rossonera a due colpi di fortuna, al principio e alla fine della contesa? Ecco, dimenticare le geometrie offensive della formazione catalana è sacrilego ma lo è anche ridurre quelle difensive dell’intera formazione milanista a tattica disonorevole ed indirizzata unicamente alla ricerca di un fato amico.

un Seedorf mai così deciso e decisivo nella fase difensiva

un Seedorf mai così deciso e decisivo nella fase difensiva

Se da una parte la fanno da padroni i soliti noti extraterrestri che hanno portato Guardiola ad abbattere ogni record, i zig zag di Messi, la classe a sprazzi (ma di rara finezza) di Villa, il cinismo elegante di Pedro, la regia vellutata sdoppiata fra Xavi e Iniesta e la soffocante macchina da pressing (alto) della retroguardia spagnola, dall’altra strappano applausi il tempismo perfetto di Nesta, le qualità universali del suo compagno di reparto Thiago Silva, la tenacia di portata ormai europea dell’insuperabile Abate, la pressione intelligente ed efficace del metronomo Van Bommel, la tranquillità illuminata di Seedorf e il talento discontinuo ma fulminante di Pato. Il 2-2 di ieri sera ci insegna, se ben analizzato, che il risultato non è l’unica verità in quanto tale ma perchè riassume quasi sempre gli equilibri che si contrastano sul campo (gli evidenti errori arbitrali possono scalfire questo assioma, ma non è il caso di Barcellona-Milan). Se la parola equilibrio riferita alla partita del Camp Nou appare ridicola è bene riflettere su cosa si intenda con questo termine. Il Milan di Barcellona ha trovato un equilibrio efficace tra atteggiamento difensivo e offensivo che ha avuto il merito di imbrigliare la superiorità catalana. Che poi il primo atteggiamento sia risultato del tutto prevalente è conseguenza delle qualità blaugrana superiori, ma il 2-2 dimostra che grazie ad esso al gol da leggenda di Pato (dopo 40 secondi) siano riusciti a rispondere concretamente solo l’asse Messi-Pedro per il pareggio e la meraVilla su punizione di inizio ripresa. L’incornata di Thiago Silva all’ultimo respiro ha fatto il resto, giustificando i timori di un Barcellona mai così rispettoso e intimorito da un avversario negli ultimi anni (vedi dichiarazioni prepartita). Già perchè Guardiola e i suoi allievi temevano esattamente questo. Non il gioco a viso aperto del Diavolo (che avrebbe favorito il consueto balletto di esultanze catalane) ma l’esperienza livellante del grande Milan europeo che ancora impressiona nei ricordi.

A rendere meno leggendario il sudato pareggio in questione è il contesto. Prima partita del girone eliminatorio della Champions e giochi aperti ancora ad ogni soluzione, anche se Victoria Plzen e Bate Borisov, che impattano 1-1, non spaventano. Interessanti invece i progetti per il primo posto del girone. Un pareggio per 0-0 o 1-1 a Milano col Barca il 23 novembre garantirebbe al Milan il passaggio agli ottavi di finale come testa di serie, prendendo come assunto certo che Milan e Barcellona facciano bottino pieno con le due cenerentole che le affiancano in questo cammino.

httpv://www.youtube.com/watch?v=PKiWtuKBxOY

Nella serata di Champions League a spartirsi le briciole di audience lasciate dalla gara del Camp Nou ci pensano altre 6 partite (esclusa la già citata Vitoria Plzen Bate-Borisov). Il Chelsea fa il bello e il cattivo tempo a Londra contro i tedeschi del Bayer Leverkusen dell’ex Ballack ma vince 2-0 con la stoccata vincente del difensore supertecnico David Luiz (qualche analogia con T.Silva) e il raddoppio finale del neoacquisto milionario Mata. Genk e Valencia non violano le reti e per la squadra belga si tratta di una piacevole sorpresa. Il Marsiglia di Deschamps mette in crisi l’Olimpiakos con uno 0-1 esterno e l’Arsenal decimato dal calciomercato estivo conferma la sua perdita di identità faticando nell’ 1-1 interno contro il Borussia Dortmund. Chiudono il calendario del martedì di coppa Porto-Shaktar (2-1, a segno ‘l’incredibile’ Hulk) e Apoel Nicosia-Zenit (sempre 2-1) che manda a casa con qualche pensiero di troppo per la notte il tecnico dei russi Luciano Spalletti.

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