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30 ottobre 1938. In radio si inventa la fine del mondo: ondata di panico negli USA.

La CBS (Columbia Broadcasting System) nel 1938 aveva nel proprio palinsesto radiofonico una rubrica in cui si leggevano celebri romanzi . Tra gli altri si decise di leggere l’opera di H.G. Wells del 1897 La guerra dei mondi, tuttavia si temeva che la struttura del romanzo fosse troppo noiosa, così se ne realizzò un adattamento, la cui idea era rendere più verosimile la lettura inserendo, fra gli intermezzi musicali in voga al tempo, dei finti bollettini radiofonici. L’interpretazione spettò al ventitreenne Orson Welles (quasi omonimo dell’autore).

SI COMINCIA. A nulla servì ricordare all’inizio che era tutta una finzione. Alle ore 20.00 l’annunciatore comunicò:

“Signore e signori, vogliate scusarci per l’interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 19:40, ora centrale, il professor Farrell dell’Osservatorio di Mount Jennings, Chicago, Illinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità.”

Subito dopo riprese la musica da ballo. Ma ben presto venne interrotta nuovamente e così sarà per il resto della narrazione. Si annunciò la caduta di uno strano oggetto di grandi dimensioni in una fattoria nei pressi di Grovers Mill, nel New Jersey. Viene inventato pure un inviato sul posto per raccontare l’avvenimento, Carl Phillips. Nel frattempo viene intervistato anche un (finto) astronomo.

INVASIONE. La narrazione poi prosegue.

“Un momento! Sta accadendo qualcosa! Signori e signore, è terrificante! L’estremità dell’oggetto comincia a muoversi! La sommità ha cominciato a ruotare come se fosse avvitata!”
[VOCI DI FOLLA]:”Si muove!” “Guardate, si svita, si svita, dannazione!” “Può darsi che ci siano degli uomini che vogliono scendere!” “È rovente, sarebbero ridotti in cenere!” “Tenete indietro quegli idioti!”
“Si è svitata! La cima è caduta!” “Guardate là! State indietro!”

Phillips: “Signore e signori, è la cosa più terribile alla quale abbia mai assistito… Aspettate un momento! Qualcuno sta cercando di affacciarsi alla sommità… Qualcuno… o qualcosa. Nell’oscurità vedo scintillare due dischi luminosi… sono occhi? Potrebbe essere un volto. Potrebbe essere…”.
[Urlo di terrore della folla]

A quel punto venne descritta l’uscita di un mostruoso essere tentacolare, l’arrivo di un’ avanguardia militare aliena che sterminò le unità dell’esercito inviate sul posto. Non interessò più a nessuno la prosecuzione dello sceneggiato. Pochi ascoltarono tutta la programmazione, che nel finale, dopo la sconfitta dei marziani, prevedeva di ricordare nuovamente che il tutto era solo un romanzo.

PANICO. La gente si riversò fuori di casa, si riempirono le chiese e si iniziò a pregare, alcuni si laceravano i vestiti in strada, altri in

Copia su vinile della famosa trasmissione radiofonica.

preda al delirio videro lampi nel cielo e navicelle spaziali (in un caso era semplicemente l’autocisterna di una fattoria), una telefonata al centralino rimase nella storia: “A che ora è la fine del mondo?”. Ci furono alcuni morti e milioni di dollari di danni nel paese. Solo il giorno dopo sui giornali la gente apprese la verità.
Orson Welles ammise “avevamo sottostimato l’estensione della vena di follia della nostra America”. A proposito, e Orson Welles, il conduttore? Finita la trasmissione si recò a teatro dove preparava uno spettacolo, come nulla fosse. Non immaginava l’effetto che aveva appena provocato.

Si era aperta una nuova pagina sulla psicologia delle masse e sugli studi riguardanti gli effetti dei media sulla popolazione.

 

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