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8 ottobre 1982. Lotta per la libertà contro il regime: Solidarnosc.

Durante la Guerra fredda, i paesi dell’Europa orientale erano sottomessi al potere sovietico, questo è un fatto risaputo. Molto meno conosciuto è uno dei movimenti di protesta nato nella Polonia comunista che si oppose a questa egemonia: Solidarnosc. Solidarnosc era un sindacato che mise a dura prova il comunismo, per il suo indirizzo cattolico, moderato e che coinvolse un numero crescente di persone.

QUADRO STORICO. Polonia, Guerra fredda. La nazione è uno dei tanti stati satelliti dell’URSS, tuttavia è il satellite in cui meno è radicato il sentimento comunista, in cui questo tipo di socialismo non attecchisce nella popolazione, fortemente cattolica. Negli anni ’70 il paese conosce una fase economica difficile, con elevata inflazione e ulteriore limitazione delle libertà.

SCIOPERO. L’esperienza di Solidarność nacque nell’agosto 1980, quando gli operai del cantiere navale “Lenin” di Danzica, occuparono gli stabilimenti e proclamarono lo sciopero. Motivo? Anna Walentynowics, fondatrice di un sindacato indipendente, era stata licenziata dai cantieri navali. Il mondo si accorse, dalle immagini che venivano trasmesse, che si trovava di fronte a un evento inaspettato. Gli operai scioperarono pregando, celebrando la messa e confessandosi. Il regime, sostenuto dalla matrice operaia marxista e rivoluzionaria si trovò spiazzato da questo “antagonismo” popolare e cattolico. Il comitato che guidò lo sciopero presentò 21 richieste tra cui: il diritto di fondare un sindacato libero e indipendente; libertà di coscienza e di religione; libertà di parola e accesso ai mass media; trasmissione per radio della Messa domenicale; liberazione dei detenuti politici.

SOLIDARNOSC. Sull’onda dell’entusiasmo di questo sciopero, il governo si trovò costretto a cedere: vennero ridotte le ore di lavoro, migliorati i salari e le condizioni di lavoro. Il comitato organizzativo elesse a capo Lech Walesa (Nobel per la pace nel 1983), venne inoltre riconosciuto come sindacato, il cui nome significava “solidarietà”, il suo valore fondante: era espressione di un intero popolo che rifiutava la violenza. In breve tempo si raggiunsero i 10 milioni di iscritti.

Tuttavia le cose cambiarono presto. Nel 1981 venne eletto primo ministro il generale Jaruzelski che mise in vigore la legge marziale, fece arrestare Walesa e limitò l’azione di Solidarnosc, che venne soppressa l’8 ottobre 1982. Tutti i diritti civili vennero soppressi, le università chiuse, decine di migliaia di persone processate e mandate in carcere. La clandestinità fu però il vero collante dell’organizzazione, che aumentava i consensi e fu sempre una spina nel fianco del governo filosovietico.

DEMOCRAZIA. Solidarnosc fu uno dei tanti fattore che favorirono e accelerarono il crollo del Muro di Berlino nel 1989 e di tutti i regimi filosovietici. Nel 1989 infatti, il sindacato venne di nuovo riconosciuto ufficialmente e partecipò alle elezioni politiche, che videro Solidarnosc vincere nettamente. Per la prima volta la guida del governo fu assunta da un non comunista, il cattolico Tadeusz Mazowiecki.

Lech Walesa 

Fonti: http://www.pbmstoria.it/dizionari/storia_mod/s/s125.htm

http://www.liceoberchet.it/ricerche/geo5d_06/csi/solidarnosc.htm

http://www.zenit.org/article-23444?l=italian

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