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E’ sempre più “coupon-mania”

In principio era Groupon: fino a qualche anno fa il primo e più famoso portale web di vendita di coupon-sconto per qualsiasi tipo di attività o servizio, era il re incontrastato del settore, proponendo le sue offerte in più di 200 città al mondo e quadruplicando gli iscritti tra il 2008 – anno della sua fondazione – e il 2010. Oggi non è più così: i vari Poinx, Groupalia, Lets Bonus, Glamoo e PrezzoFelice (s0lo per citarne alcuni tra i più quotati), che intasano ogni giorno le nostre caselle mail con offerte sensazionali ed imperdibili, proponendo fino al 90% di sconto sui servizi che pubblicizzano, hanno rosicchiato una buona fetta di clientela al loro precursore.

 

Si chiamano “e-coupon”, buoni elettronici, generalmente in formato pdf, che sembrano essere diventati la nuova frontiera del risparmio per lo shopping on line.

Ci si iscrive all’offerta super scontata, generalmente a tempo (dalle 24 alle 72 ore), si paga con carta di credito, si aspetta la fine dell’offerta, si riceve via mail il coupon e si chiama per prenotare il bene o servizio acquistato.

Dalle cene complete di pesce o carne, agli infiniti pacchetti di bellezza, ai weekend con pernottamenti, pasti e prime colazioni, fino ai corsi di lingua, palestre e addirittura viaggi, voli, cellulari e batterie di pentole, oggi la maggior parte degli acquisti si fa così: il coupon giusto è diventato ricercatissimo e sempre più utilizzato, sia per sfoggiarlo davanti agli amici che per saziare la voglia matta di comprare risparmiando.

Ma il grande sconto è sempre sinonimo di grande affare? Lo abbiamo chiesto ad un campione di ragazzi e ragazze romani e le opinioni in merito sono contrastanti. Raffaella, 26 anni, ci dice che “sono quasi due anni che non va più dal suo parrucchiere di fiducia perché ogni volta che c’è una di queste offerte la coglie al volo, e si è sempre trovata bene”. Di tutt’altro parere Antonio, 29 anni, che qualche giorno fa ha usufruito di un coupon comprato su Groupon per una cena di pesce sul litorale laziale: “il ristorante non è stato per niente all’altezza delle nostre aspettative, né tantomeno ha rispettato quello che c’era scritto sul coupon. I piatti sono stati miseri e il servizio scadente, non ci metterò mai più piede”. Ancora, Sabrina: “Ho notato che i coupon migliori sono quelli che pubblicizzano posti appena aperti, in cui il gestore del locale è quasi costretto a trattarti bene, se vuole fidelizzare il cliente. Insomma, per farti tornare sono disposti a tutto, talvolta anche a rimetterci”.

In estate più che mai sembra che l’acquisto viaggi sempre più sui binari della coupon-mania: tanto che gli esperti hanno già trovato il nome più adatto alla nuova moda. Si chiama “overspending”, cioè spesa eccessiva. Spesso si compra per il solo piacere di trovare l’affare giusto, non certo per reale bisogno. Ad Harvard hanno rilevato che su 10 dollari di spesa prevista, i consumatori americani sono disposti a spenderne fino a 11,89 se possono usare buoni sconto. Senza contare che molti coupon di sconto funzionano solo se abbinati ad un altro ulteriore acquisto, obbligatorio. Quindi sì agli sconti, ma  attenti a non esagerare e a leggere sempre bene tutte le condizioni riportate nell’offerta.

 

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